Bollette-acqua, no ai rincari

I sindaci isontini si ribellano. E disobbediscono. Non vogliono che Irisacqua applichi le nuove tariffe dell’acqua imposte (è una novità del decreto “Salva Italia”) dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Sarebbero un autentico salasso per le famiglie isontine già provate a causa della crisi e delle tante spese-fisse sempre più pesanti e stringenti. Se dovessero essere applicati i nuovi parametri si rischierebbe un aumento immediato in bolletta dell’11% con la possibilità di portarlo al... 46%. Troppo, davvero troppo.
Proprio per questo, la Consulta d’ambito territoriale ottimale (Cato) “Orientale goriziano” ha approvato una delibera in cui si dispone di non aumentare le tariffe dell’acqua per il 2012 e il 2013.
O meglio: i sindaci hanno deciso di lasciare inalterato l’aumento del 5% già fissato nel piano pluriennale che è ben lontano dal +46%. I dettagli verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa fissata per martedì alle 11.
Nei giorni scorsi, Anna Maria Cisint, funzionaria del Comune di Gorizia, consigliere comunale di “Obiettivo Monfalcone” e candidata alle Regionali nella lista Autonomia responsabile aveva espresso preoccupazioni per i possibili scenari imposti dal decreto Salva Italia. «Sta diventando operativo il nuovo metodo di calcolo delle tariffe - sottolineò la Cisint - stabilito il 28 dicembre dall’Authority per l’energia e il gas, divenuta competente anche per l’acqua. In buona sostanza, è previsto un aumento nel momento in cui vanno a regime gli investimenti effettuati e si può riconoscerne il costo operativo. Il tutto nel momento in cui, invece, le tariffe del gas diminuiranno del 4,2% e quelle dell’energia dell’1%». Il paradosso è legato al fatto che la capacità di Irisacqua di realizzare le opere programmate potrebbe diventare un boomerang per i cittadini del Monfalconese e del resto dell’Isontino. «Siamo consapevoli che in Irisacqua abbiamo un gioiellino - affermò Anna Cisint - che riesce a gestire gli investimenti rispettoso della programmazione realizzata a fronte dell’attuale base tariffaria, ma...».
Quello che la funzionaria comunale chiese alla società e all’Autorità di ambito era, quindi, «di trovare una soluzione in grado di confermare le tariffe esistenti in un momento già difficilissimo per le famiglie e le imprese». Proprio in questi giorni l’assemblea dei sindaci del consiglio di bacino Polesine (l’ex consorzio Ato Polesine) che sovrintende al ciclo integrato dell’acqua ha deliberato un aumento delle tariffe del 10.57%.
Ecco la replica del Comune di Monfalcone che vale per tutti e 25 i Comuni dell’Isontino. «In risposta ai timori avanzati dalla consigliera comunale Anna Maria Cisint, vogliamo rassicurare i cittadini sul fatto che nel corso dell’assemblea dei sindaci dell’Aato provinciale è stato deciso di chiedere all’Autorità nazionale di non modificare le tariffe dell’acqua, dal momento che Irisacqua vede garantita la perfetta operabilità con quelle attuali». Risponde a stretto giro di posta il vicesindaco di Monfalcone, Omar Greco, agli allarmi su un possibile aumento di costi del servizio di fornitura idrica. «Il bilancio 2013 di Irisacqua è confermato e in perfetto equilibro sulla base delle tariffe già adottate nel 2012, come deliberato nella riunione di Ato che ha fissato la tariffazione che poi sarà adottata dalla società – spiega ancora Greco -. Dunque non ci sarebbe alcuna necessità “strutturale” per aumentare i costi sui cittadini». La questione però è che recentemente è intervenuta una modifica per cui le tariffe non sono più decise dalle singole Ato, ma determinate dall’Autorità nazionale secondo alcuni parametri che per la nostra zona comporterebbero, se applicati alla lettera, degli aumenti.
«Ma, vista la buona gestione di Iriscqua, di questi aumenti non c’è alcun bisogno – conclude Greco -. Pertanto, come assemblea dei sindaci, abbiamo deciso di richiedere formalmente all’Autorità di non applicare tale parametri e di basarsi invece sulla tariffazione già approvata».
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