Bono: «Ci serviranno cinque-seimila lavoratori ma non so dove trovarli»

ROMA. «Nei prossimi 2-3 anni avremo bisogno di 5-6 mila lavoratori, ma non so dove andarli a trovare. Si tratta di carpentieri, saldatori... Abbiamo lavoro per 10 anni, cresciamo a un ritmo del 10%, ma sembra che i giovani abbiano perso la voglia di lavorare». A dirlo oggi mercoledì 10 luglio è stato l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, nel corso del suo intervento alla conferenza organizzativa della Cisl.
«Sento parlare tanto di lavoro, crescita, infrastrutture, porti, autostrade ed aeroporti. Ma penso che tra un po' di tempo avremo più università che laureati, più porti che navi, più aeroporti che passeggeri. Questi sono gli sprechi del Paese, vogliamo tutto ma vogliamo che lo facciano gli altri». Il lavoro «è dignità», ha poi sottolineato parlando a margine dell'iniziativa della Cisl, «se uno si accontenta di fare il rider a 500-600 euro... da noi un lavoratore medio prende 1.600 euro al mese. Allora se uno volesse guardare al futuro non si accontenterebbe di fare il rider, anche perché non è che fare il rider è meno faticoso di fare il saldatore. Purtroppo - ha concluso Bono - abbiamo cambiato cultura».
A stretto giro è intervenuto il ministro del Lavoro Luigi Di Maio:«Siamo pronti con l'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive a dare supporto a Fincantieri nel formare le maestranze di cui ha bisogno», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che «le nuove politiche per il lavoro che stiamo costruendo andranno proprio nella direzione di colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro».
In una nota, così è intervenuto il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra: «Le dichiarazioni dell'ad Fincantieri Giuseppe Bono sulla mancanza di offerta di lavoro qualificato in Italia confermano quello che la Cisl dice da lungo tempo: ovvero che nel nostro Paese mancano investimenti e strumenti sufficienti per rilanciare formazione, riqualificazione professionale, Its, raccordo scuola-lavoro, apprendistato». «Priorità gravemente mortificate dal Governo nell'ultima Manovra ed evidenziate con gran forza nella nostra Piattaforma unitaria come pure nei contenuti del Patto per la Fabbrica. Si tratta di procedere insieme, in un perimetro di responsabilità condivisa, per creare condizioni di equilibrio tra domanda e offerta, riscattando tanto lavoro povero e agganciando l'obiettivo di una maggiore produttività».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








