Corsa alla carta d’identità elettronica, in sette mesi il Comune di Trieste ha raddoppiato i rilasci

Da gennaio a luglio 24.802 rispetto alle 12.270 dello stesso periodo del 2025, una media di 200 documenti al giorno a fronte dell’impennata di richieste. Avian: «Sportelli potenziati e aperture straordinarie. Grazie al personale»

Silvia Domanini

Nei primi sette mesi del 2026 il Comune ha rilasciato 24.802 carte d’identità elettroniche (Cie), il doppio rispetto alle 12.270 dello stesso periodo del 2025. Una media di 200 documenti al giorno, con un afflusso particolarmente intenso in giugno e luglio.

Riorganizzazioni interne e ampliamento degli orari degli uffici sono misure adottate per fronteggiare l’ondata di richieste seguita al regolamento dell’Unione Europea che, dal 3 agosto, ha reso le cartacee non più valide per l’espatrio nei Paesi Ue. Da maggio la chiusura pomeridiana dei centri civici è stata posticipata alle 16.30 mentre da luglio l’apertura è stata anticipata alle 8.

Lo scorso settembre, con liste d’attesa superiori ai tre mesi, il Comune aveva abbandonato la prenotazione online, passando all’accesso diretto allo sportello. A novembre era stato attivato in passo Costanzi uno sportello dedicato esclusivamente alle Cie e introdotto un servizio di portineria in tutte le sedi.

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Un impegno illustrato ieri in una conferenza stampa dall’assessore alle Politiche delle Risorse Umane, Stefano Avian, dal sottosegretario al Mef e assessore ai Servizi Generali Sandra Savino, dal direttore generale del Comune, Fabio Lorenzut e dal direttore del Dipartimento Innovazione e Servizi al Cittadino, Luigi Leonardi. Conferenza stampa che ha rappresentato anche una risposta alle critiche. Il riferimento è ai disagi che hanno accomunato centinaia di cittadini triestini, anziani compresi, che hanno dovuto mettersi in coda all’esterno dei centri civici, con il caldo torrido, per aspettare il proprio turno.

Il direttore Lorenzut è tornato anche sul contenzioso con la Uil, che aveva accusato il Comune di condotta antisindacale per il ricorso a volontari e straordinari. Il giudice ha escluso qualsiasi violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, ritenendo legittimo l’operato dell’amministrazione. «Siamo stati portati davanti al giudice del lavoro per asserita condotta antisindacale», ha spiegato, «e il giudice non l’ha rilevata. È andata bene questa campagna: l’abbiamo affrontata per tempo e con i giusti passi organizzativi».

L’assessore Avian ha ringraziato il personale. «Sono state aggregate sei persone all’ufficio anagrafe, altri hanno contribuito in maniera volontaria facendo aperture straordinarie che possiamo quantificare in circa 170 ore».

Per l’assessore Savino, l’intervento ha avuto anche un valore sociale. «Abbiamo raggiunto 1.050 persone allettate che non potevano recarsi agli sportelli e che, senza la Cie, non potevano operare sui propri conti bancari o postali, perché gli istituti non consideravano più valide le carte d’identità cartacee. Questo episodio dimostra quanto la politica debba sostenere chi non può arrangiarsi da solo». A Trieste, dove al 30 giugno 2026 risiedono 199.889 cittadini, dei quali 173.111 italiani e 26.778 stranieri, in maggior parte serbi, sono state sostituite circa 1.150 carte d’identità. Ne restano ancora 11.000 e di queste 8.000 di italiani e 3.000 di stranieri. E dal 1° luglio la Cie per gli over 70 avrà validità permanente. «Una decisione importante», ha concluso Savino, «perché riduce il carico di lavoro degli uffici ed evita ai settantenni di dover tornare allo sportello per il rinnovo».

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