Borgo Teresiano, piano anti-prostituzione

TRIESTE
Sta per partire l’offensiva per arginare il fenomeno della prostituzione in Borgo Teresiano. Obbiettivo, rendere la vita impossibile ai clienti delle lucciole in piazza Vittorio Veneto. Sulle modalità per centrare il risultato si sono confrontati ieri il questore Mazzilli e il sindaco Dipiazza. La prima misura presa in esame è quella delle contravvenzioni agli automobilisti che, per avvicinare le prostitute, fermano i loro veicoli agli angoli delle strade e intralciano, di conseguenza, la circolazione. Ma si pensa anche di identificare tutti coloro che si muovono a piedi nelle ore notturne, nelle zone frequentate dalle prostitute.


Sta per partire l’offensiva di istituzioni e forze dell’ordine per arginare il fenomeno della prostituzione in Borgo Teresiano. Obiettivo, rendere la vita impossibile ai clienti delle lucciole che stazionano in piazza Vittorio Veneto. Sulle modalità per centrare il risultato si sono confrontati ieri il questore Domenico Mazzilli e il sindaco Roberto Dipiazza.


Dal vertice sono uscite alcune ipotesi di lavoro, che dovrebbero diventare operative già dai prossimi giorni. La prima misura presa in esame è quella delle contravvenzioni agli automobilisti che, per avvicinare le prostitute, fermano i loro veicoli agli angoli delle strade e intralciano, di conseguenza, la circolazione veicolare. La speranza è che anche a Trieste, come già avvenuto in altri comuni italiani, lo spauracchio della multa, magari recapitata a casa, finisca per dissuadere gli habituè del sesso a pagamento. Ma le strategie anti-lucciole non si fermano qui. Dall’incontro di ieri è emersa anche la possibilità di ricorrere all’identificazione di tutti coloro che si muovono a piedi nelle ore notturne, nelle zone frequentate dalle prostitute.


Anche in questo caso, si punta sull’effetto deterrente: l’imbarazzo di vedersi chiedere i documenti in strada, infatti, potrebbe convincere più di qualche potenziale cliente a trascorrere in modo diverso la serata. A questo si sommerà inoltre una presenza più massiccia di pattuglie di polizia e squadre della municipale che, con i lampeggianti delle auto accesi, presidieranno e controlleranno le aree a rischio, «Faremo insomma tutto il possibile per tentare di contenere, se non proprio di eliminare, il fenomeno, rispondendo così alle richieste della cittadinanza - assicura il questore Domenico Mazzilli - . Ovviamente dobbiamo tener presenti i limiti imposti dalle leggi.


Oggi in Italia, la prostituzione non è reato ed è punibile soltanto lo sfruttamento delle lucciole. Concretamente, quindi, se vediamo una donna in strada non possiamo intervenire, a meno che non venga sorpresa a commettere atti osceni in luogo pubblico con i clienti. Ecco perchè puntiamo a «infastidire», per così dire, questi ultimi. Contemporaneamente, continueremo le verifiche sulle lucciole, specie quelle straniere, controllando loro i documenti e i permessi di soggiorno. Nei loro confronti, però, più di tanto non si può fare, come dimostrano alcune vecchie conoscenze: un paio di prostitute, oggi sessantenni, attive a Trieste da circa vent’anni». In prima linea nel contrasto al mercato del sesso anche il Comune. «Sono particolarmente soddisfatto dell’incontro di ieri con il questore e i suoi dirigenti - commenta il sindaco Dipiazza -. Firmeremo presto un protocollo d’intesa per ribadire l’impegno comune su questo fronte.


Da parte nostra, insisteremo sul piano della prevenzione, avviando delle verifiche particolarmente rigorose sui certificati di residenza delle donne che si prostituiscono. L’idea è di avviare una rete di controlli che consenta di affrontare il problema a monte». Sempre al Comune spetterà infine un altro intervento definito utile nel vertice di ieri: l’illuminazione a giorno di tutti gli angoli, le strade e le piazze in cui prostitute e lucciole sono soliti appartarsi.

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