Botte e insulti alla moglie davanti alla loro bimba Marito allontanato di casa

I maltrattamenti nei confronti della moglie, hanno ricostruito gli inquirenti, duravano da anni. E talvolta si consumavano davanti agli occhi della loro bambina. Finché l’altro giorno la Squadra mobile della Questura - alla quale la donna aveva deciso di denunciare la condotta del marito - ha messo fine a questo stillicidio, dando seguito alla misura cautelare disposta dall’Ufficio Gip su richiesta della Procura, che prevede l’allontanamento del marito stesso dal “focolare” di famiglia e il divieto per lui di comunicare con moglie e figlia, ora accolte in una struttura protetta. Destinatario di tale misura è un cittadino serbo residente in città, di cui non sono state rese note le generalità a tutela delle vittime. L’uomo, indagato per maltrattamenti in famiglia, è il “dominus” di una storia di degrado di cui ha dato conto - parzialmente, come detto - per evitare che madre e figlia possano essere riconosciute. L’uomo, disoccupato e non raramente in preda all’alcol, costringeva talvolta la coniuge a mettergli a disposizione il suo stipendio per fare fronte alle proprie necessità piuttosto che a quelle del nucleo familiare.

Nell’inchiesta compaiono, si legge nel comunicato della Questura, «maltrattamenti abituali sia psicologici, con frequenti insulti e minacce, anche di morte, che fisici, con percosse ed altro». Si fa pure riferimento a minacce con un coltello in mano. La donna, stando a quanto emerso dalle indagini, era costretta ad affrontare offese e denigrazioni, spesso dettate da gelosia immotivata, e divieti di uscire di casa, se non per andare al lavoro, o di frequentare amici. Al culmine di una lite e dopo l’ennesima minaccia di morte la vittima avevacosì deciso di andare a denunciare il marito, ma persino in quell’occasione lui l’aveva trattenuta con violenza e le aveva strappato i vestiti. La denuncia, però, ha innescato gli accertamenti e, alla fine, ha liberato la donna e la figlia da quell’incubo quotidiano.—

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