«Bottega del Vino, alt alle serate danzanti» A Miramare «nuovi lavori a fine stagione»

le voci
«Le modalità della serata dello scorso mercoledì non sono altro che il risultato delle regole che la legge ci impone: capienza molto limitata, musica a volume basso per non incentivare il ballo, cartelli che invitano a non ballare. Ovviamente, a queste condizioni le serate non sono più appetibili e per ora abbiamo deciso di sospenderle». Bruno Vesnaver ha in locazione per alcuni mesi la Bottega del Vino all’interno del Castello di San Giusto. Un locale che, in assenza delle previste vie di fuga – visti i vincoli che gravano su San Giusto non sarebbe nemmeno semplice realizzarle –, non ha la licenza di pubblico spettacolo. Lì, vista la stretta sui controlli, non solo saltano i mercoledì danzanti, ma è ovvio che anche prima di organizzare un Capodanno da mille e una notte, con annessa festa a ritmo di musica, uno ci penserà due volte.
«La Questura fa il suo lavoro, i metodi però potrebbero essere meno severi – premette Vesnaver – ma la materia è complessa anche per uno come me che non può non essere informato (Vesnaver è anche presidente di Fipe, ndr), e certe contestazioni sono difficili da digerire. Per riuscire a contare le persone e a non eccedere con la capienza indicataci, abbiamo, ad esempio, deciso di consegnare all’ingresso delle drink-card numerate. Questo sistema, per gli agenti, attiene a chi fa pubblico spettacolo. C’è decisamente un po’ di confusione». Riguardo alla Bottega del Vino a San Giusto, Vesnaver si chiede «come mai, negli anni, vista la vocazione di quel locale, i tecnici del Comune nei vari lavori di risistemazione del Castello, non abbiano mai provveduto ad adeguarlo a queste esigenze».
Un professionista, un ingegnere, da alcuni giorni è al lavoro su mandato della Sticco srl per trovare una soluzione che consenta in qualche modo di poter organizzare delle serate. «Ora le ridimensioniamo – anticipa Francesco Minucci, uno dei titolari della Sticco srl – e ci atterremo a un protocollo che è stato condiviso con le istituzioni. Poi, a stagione terminata, avvieremo i lavori utili ad ottenere la licenza di pubblico spettacolo». Per garantire maggiore sicurezza, intanto, «verrà chiamato il personale di salvamento anche la sera – spiega Minucci –, ci sarà un pattino di salvataggio, e punteremo dei fari sul mare. Non inciteremo al ballo: se ci sarà, sarà solo spontaneo». Insomma niente vocalist che invita tutti a danzare. «Ci sono poi aspetti poco chiari – osserva – come quello che riguarda la vigilanza. Per garantire più sicurezza abbiamo ingaggiato dei professionisti, e ora ci dicono che la vigilanza conferma ci sia pubblico spettacolo. Intravvedo delle contraddizioni». —
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