Braccio di ferro sul giudice di pace
CERVIGNANO. È scontro, tra Cervignano e Palmanova, sul giudice di pace. Dopo la proposta del sindaco della città stellata, Francesco Martines, il quale chiede un giudice di pace unico a Palmanova per tutta la Bassa (la città fortezza investirebbe 40mila euro per i costi di immobile e utenze mentre gli altri comuni dovrebbero coprire i costi del personale) interviene il primo cittadino del capoluogo della Bassa, Gianluigi Savino, che ha inviato al Ministero una controproposta accolta di buon grado dai comuni del mandamento. «Chiedo che la sezione staccata del giudice di pace resti a Cervignano – spiega Savino –, ho già inviato la richiesta al Ministero. La scorsa settimana, assieme agli avvocati della cittadina, ho contattato alcune amministrazioni del territorio e ho presentato la mia proposta spiegando ai sindaci che è alternativa a quella di Palmanova. Oggi (ieri ndr) invierò al Ministero un’integrazione cui allegherò i nomi dei comuni favorevoli che sono: Aquileia, Fiumicello, Terzo, Aiello, Torviscosa, Ruda, Campolongo Tapogliano, Visco e Villa Vicentina. Nove in tutto, dieci con Cervignano». Precisa Savino: «I costi del personale rimarrebbero a carico del Ministero perché non è una nuova sezione mentre costi di mantenimento resterebbero a carico del Comune di Cervignano. Il giudice di pace è un servizio importante per noi anche perché ha raccolto l’eredità di una storica Pretura». In merito alla proposta di Martines, Savino commenta: «Oggi i comuni sono in difficoltà ed è difficile che si facciano carico oneri aggiuntivi per un servizio che non avrebbe immediati benefici per il proprio comune. Per Cervignano è impensabile accettare la soppressione del giudice di pace e la decisione che la sede venga aperta in un altro comune. Credo sia lo stesso per Latisana». L’avvocato Diego Modesti, che si è sempre battuto per mantenere nella cittadina l’ufficio del giudice di pace, concorda con Savino. «Ho collaborato volentieri con il sindaco – commenta – secondo l’unica alternativa logica e percorribile sulla base dei costi di gestione della struttura e del personale. La nostra proposta prevede il mantenimento del giudice di pace non sulla base della spending review, soluzione proposta da Palmanova, ma sulla base della legge istitutiva del giudice di pace che prevede la possibilità di istituire, da parte del Ministero, sezioni staccate senza aggravio di costi sui bilanci dei comuni».
Elisa Michellut
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