Braccio di ferro sulle case Pater: «Giusto murare per la sicurezza»

RONCHI DEI LEGIONARI. «Murare gli alloggi liberi? È stata ed è una misura indispensabile, soprattutto per garantire la nostra sicurezza. Ho subito sulla mia pelle quanto è accaduto tra il 2006 ed il...

RONCHI DEI LEGIONARI. «Murare gli alloggi liberi? È stata ed è una misura indispensabile, soprattutto per garantire la nostra sicurezza. Ho subito sulla mia pelle quanto è accaduto tra il 2006 ed il 2008, quando le case furono occupate illegalmente e con che persone sono stata costratte ad avere a che fare».

Rosanna Trevisan abita al civico 25 di via Matteotti. Siamo nello storico rione delle case “Pater”, a Ronchi dei Legionari e la donna sembra pensarla in modo estremanente diverso da quanto esternato, in più occasioni, dai rappresentanti dei residenti. «In quei due anni, quando ancora il Comune non aveva preso questa drastica decisione – racconta – almeno una ventina di alloggi furono presi d’assalto in modo selvaggio. Buttarono giù porte e finestre, spesso anche le pareti esterne venivano demolite e fummo costretti a convivere faccia a faccia con dei veri e propri delinquenti. Ed anche le reti tecnologiche, come acqua, gas ed energia elettrica furono allacciate senza autorizzazione, senza regole».

Regole che, secondo Rosanna Trevisan, debbono essere rispettate. Ed allora ben vengano le murature, tre le scorse settimane. «Molti, allora, girarono la testa dall'altra parte – prosegue – ed anche il comitato, che rispetto per il lavoro che fa e per gli oneri che si è accollato, non mi venne in soccorso, sminuì quanto stava accadendo. Ecco perchè vado controcorrente e sono fiduciosa che, anche nel prossimo futuro, gli alloggi liberi vengano sigillati».

Nell'attesa, anche lei, che un piano di risanamento possa finalmente decollare. Anche se sono ormai anni che se ne parla. «Continuo a dire che è questione di sicurezza, che non possiamo riempirci di criminali e di persone che si ha paura solo a guardarle. Dobbiamo puntare alla legalità – conclude – anche se si deve ricorrere a gesti estremi come sigillare porte e finestre, impedendo l'accesso a chicchessia».

(lu.pe.)

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