Brambati e Borruso resuscitano il progetto di “Copacabana beach”
Una “vera” spiaggia a Barcola? Si può fare, parola di Antonio Brambati, uno dei massimi esperti internazionali nello studio della creazione di litorali e spiagge. Ne ha parlato lo stesso docente, già ordinario di Sedimentologia all’Università di Trieste e accademico dei Lincei, durante l’ultima conviviale del Rotary Club Trieste al Savoia, con una relazione discussa insieme a Giacomo Borruso, presidente di Interoporto Trieste e socio anch’esso del Rotary Club Trieste, dal titolo provocatorio “Un progetto per Barcola. Futura Costa Azzurra?”.
«Parliamo di un progetto del 1999 - esordisce Brambati -, che nasce con l’obiettivo di liberare l’attuale strada Costiera di Barcola dal traffico cittadino cui si sovrappone quello turistico-balneare estivo. Un progetto ancora attualissimo perché le problematiche 20 anni fa ci sono ancora e probabilmente si sono ampliate: parlo dei parcheggi che insistono lungo tutta la costa dalla pineta al bivio, con i bagnanti che a disposizione hanno uno spazio limitato e poco consono al concetto di moderna fruizione balneare».
Ma allora il progetto di una sorta di Copacabana in salsa triestina (da alcuni ribattezzata affettuosamente “Copacavana”), rispolverato anche di recente dall’esponente Pd Francesco Russo, non nasceva dal semplice desiderio di dotare la “spiaggia” di Trieste di confortevole e morbida sabbia al posto dei mattoncini in porfido o delle piattaforme di cemento? «Occorre precisare che il progetto consiste nello spostare verso mare di circa 50 metri, e per un’estensione di circa 1500 m dalla pineta al bivio di Miramare, l’attuale “sistema spiaggia”, conservandone l’attuale assetto e aumentandone l’area di fruizione fino a un totale di 75 mila mq, per un totale di circa 3 mila posti. Nel progetto è prevista la possibilità di intervallare il litorale con piattaforme in materiale inerte e spiagge di ghiaino con una pendenza dell'11%. Ritornando all’idea di Russo probabilmente allora deve esserci stato un errore di comunicazione, con una spiaggia modello brasiliano e palme che nulla hanno a che vedere con il sito. Il modello più simile, piuttosto, è quello della spiaggia di Nizza, lungo la Promenade des Anglais».
Infine un richiamo ai costi: «Per per realizzare questo progetto occorrono circa 70 milioni di euro, dei quali 22 milioni per la struttura portante, realizzata su 4 mila 700 pali. E il valore capitale che ne scaturirebbe sarebbe pari a 80 milioni di euro». —
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