Brancati: «Centrosinistra coalizione del no? Con noi un’idea di città, oggi soltanto spot»

L’intervento
«Basta dipingere le forze di centrosinistra come “quelli che dicono sempre no”. Piuttosto, si deve riconoscere che tutto ciò che allora realizzammo non era pensato in un’ottica improduttiva di singoli interventi a spot, ma era il frutto di un’ampia opera di pianificazione e regolamentazione dei settori più importanti della città, vedi ad esempio il piano urbanistico, o quello del commercio, la promozione di aggregazioni di consorzi con la nascita di Iris».
Vittorio Brancati, già sindaco di Gorizia, rompe il silenzio. E attacca il centrodestra e la giunta al governo della città. Elenca idee e progetti lasciati in eredità a chi è venuto dopo che se n’è assunta la paternità. «Nel corso dei 5 anni durante i quali abbiamo amministrato la città, ma anche successivamente, il centrosinistra, ben al di là delle polemiche strumentali e politiche patite e pur fra mille difficoltà, ha collocato alcuni tasselli fondamentali per consentire alla città di compiere un complessivo salto di qualità, nella consapevolezza, che già allora avevamo ben chiara in mente, della necessità di sviluppare un proprio ruolo nella “nuova Europa” riconosciuta a livello nazionale e internazionale. I principali passi del nostro impegno di allòra, le iniziative che abbiamo pensato e realizzato rimangono ancora oggi gli elementi più significativi e caratterizzanti della vita cittadina, di cui i governi di centrodestra che si sono susseguiti negli anni alla guida della città hanno beneficiato, che hanno fatto proprie senza però mai avere la correttezza di riconoscerne la paternità». L’ex sindaco fa un elenco: «Ne sono testimonianza il nostro convinto investimento per lo sviluppo dell’Università; il grande impegno per lo sviluppo turistico, segnato da iniziative di forte richiamo come “Gusti di frontiera” e “éStoria”; piazza Transalpina con le numerose manifestazioni internazionali realizzate sul confine; le importanti attività sportive di livello nazionale svolte in città; il piano urbanistico. Ma si potrebbero anche citare la valorizzazione delle risorse e la promozione delle politiche di sviluppo delle attività produttive industriali, artigianali e commerciali, capaci di creare nuove opportunità di lavoro; la realizzazione della Zona franca economica».
Secondo Brancati, «quando si affronta il tema del futuro di Gorizia, come sta avvenendo con i due percorsi avviati in questi giorni in previsione della stesura del nuovo Prg - uno ad opera della giunta comunale e uno promosso dai gruppi consiliari di opposizione, da altre forze politiche di sinistra e da molte associazioni cittadine - credo sia necessario in primo luogo condividere un progetto alla cui base vi sia un’idea nuova e complessiva del rilancio della città. Serve un ampio percorso sociale e culturale di condivisione e di superamento di barriere mentali che spesso, in passato, hanno frenano la crescita cittadina. Gorizia deve tornare a pensare in grande, come la sua storia, la sua vocazione, e soprattutto la sua gente meritano ampiamente».
«Da sempre - continua l’ex sindaco - il centrosinistra goriziano ha sostenuto la necessità di mettere al centro di tutte le scelte riguardanti lo sviluppo della città la qualità della vita, la tutela ambientale, la questione sociale, la solidarietà e l’attenzione verso le persone deboli, il lavoro, la trasparenza e la funzionalità democratica delle scelte amministrative, il coinvolgimento dei singoli cittadini e delle associazioni nelle scelte della amministrazione. Pertanto va sviluppato un non facile percorso nella discontinuità di un momento storico, sociale, politico ed economico, e nella conseguente necessità di impostare una innovativa prospettiva per la nostra città. Gorizia ha lasciato, e in parte è stata costretta a lasciare nel tempo, alcune solide certezze, ma si è anche liberata dei rilevanti limiti che la sua collocazione geografica marginale le ha imposto dal dopoguerra ad oggi. Allo stesso tempo ci siamo trovati in prima persona davanti a nuove opportunità, a occasioni irripetibili di ripensare nella sua globalità la città e il territorio in cui viviamo, che il centrodestra non ha saputo cogliere o, in alcuni casi e in alcune componenti, ha addirittura ostacolato. Il ritardo con cui si è dato vita al Gect è il risultato di queste resistenze».
Brancati chiude con la raccolta differenziata dei rifiuti. Oggi è una pratica di gestione dei rifiuti «scontata, un fiore all’occhiello della nostra cittadina, l’evidenza della forte sensibilità per i problemi ambientali dei goriziani. Ma è doveroso ricordare, a chi non lo sa, che quando noi avemmo il coraggio e la lungimiranza di avviare questo sistema, fummo oggetto di inverosimili polemiche e di un boicottaggio selvaggio e violento da parte della opposizione di centrodestra. Il tempo ci ha dato ragione. Anche in questo. Il centrosinistra cittadino non ha mai assunto toni protestatari o qualunquistici, ma semmai ha avanzato proposte che potevano rappresentare un valore aggiunto con l’obiettivo di indicare una visione nuova della città. Proposte che potevano e potrebbero, se ascoltate con la disponibilità al confronto da parte della attuale giunta, sviluppare progetti utili per la città». —
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