Bruciati 5 milioni nelle slot Il Comune mette il freno
Stop alla diffusione indiscriminata delle slot nei bar e nei locali cittadini. Il Comune dice basta. A indicare la direzione è il sindaco Ziberna. «Basta macchinette. Ce ne sono sin troppe e dobbiamo anche scontare la presenza, oltreconfine, dei casinò. Faremo la nostra parte, senza dimenticare che nel 2021 entrerà in vigore la nuova regolamentazione imposta dalla Regione che avrà i connotati di una mannaia».
A Gorizia, la ludopatia è un problema serio. Nell’Isontino le slot sono una ogni 128,9 abitanti: un dato che piazza il Goriziano al vertice in regione. E scartabellando fra i dati dell’Aas Bassa Friulana-Isontina si scopre che, in provincia, ci sono 1.077 macchinette, di cui 225 nel solo capoluogo. Non solo. Ogni anno, soltanto in città, quasi 5 milioni di euro finiscono nelle macchinette brucia-soldi. «Non secondario il fatto che il gioco - fa eco l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano - è fonte di disgregazione di tante famiglie. Il disagio sociale aumenta perché non c’è lavoro e le persone in difficoltà pensano di poter risolvere i problemi della loro vita sfidando la sorte e attaccandosi alle slot». In tutto il Friuli Venezia Giulia, gli apparecchi autorizzati dall’Aams (Agenzia delle dogane e dei monopoli che sovrintende alle giocate) sono più di 15 mila. Ma si potrebbero inserire nel calderone anche i gratta&vinci e tutte le lotterie istantanee. E a giocare sono tutti: giovani, famigliole, anziani, persino disoccupati che tentano la fortuna con i pochi soldi in tasca.
Andrea Tomasella, consigliere comunale portacolori della Lega, è da tempo impegnato sul fronte del contrasto all’azzardopatia sul territorio comunale. Infatti, fu proprio il giovane consigliere leghista, lo scorso anno, a presentare la mozione, poi votata all’unanimità, per impegnare l’amministrazione comunale ad individuare i punti sensibili e gli orari di apertura delle macchinette a Gorizia. «È chiaro - dice - che, soprattutto in una città come la nostra, con una somma del genere (i 5 milioni “mangiati” dalle macchinette ogni anno, ndr) si potrebbero favorire altre forme di socialità positiva, come ad esempio asili nido gratuiti, supporto alle giovani coppie che vorrebbero mettere al mondo un bimbo o metter su famiglia».
Secondo il consigliere di maggioranza, «quest’amministrazione sta lavorando molto bene per porre un freno alla pericolosa diffusione delle macchinette mangiasoldi: infatti, nel prossimo regolamento di Polizia locale, saranno finalmente previsti tutta una serie di paletti per andare verso la desertificazione delle slot e new slot a Gorizia».
«Non ci deve essere spazio per tali dispositivi infernali che rappresentano una vera e propria tassa sulla speranza di chi, però, non ha più speranza. Reputo la battaglia contro chi specula sulla povertà e la disperazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico una battaglia di civiltà, da combattere con tutte le associazioni, i comitati, i cittadini liberi che non sono condizionati né dai soldi né dalle lobby. Il gioco d’azzardo è un prodotto nocivo per la salute umana e danneggia l’economia produttiva poiché ogni euro in azzardo è un euro in meno per il nostro commercio e tutto l’indotto. Inoltre, come amministratore, ritengo che il mio dovere sia quello di preoccuparmi laddove esiste una problematicità e di adoperarmi per proteggere e servire la mia comunità».
«Non dobbiamo dimenticare che in futuro potremo contare anche sullo sviluppo di strumenti come il Gect che potrebbero in tal senso essere pionieristici e contribuire a colmare una lacuna che, proprio questa Unione europea, non ha ancora saputo risolvere e nemmeno affrontare con la dovuta dovizia». —
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