Buonuscite da 28 mila euro per gli operai della Ferriera
La trattativa sulla buonuscita per i lavoratori della Ferriera si chiude con l’azienda inamovibile. Lo scivolo resterà di 28 mila euro lordi e i sindacati lamentano intanto che il gruppo Arvedi stia cambiando le carte in tavola sui livelli occupazionali della centrale elettrica: l’Accordo di programma prevedeva 41 addetti per la produzione di energia, ma la società ha comunicato che il numero verrà ridotto a 25, mentre le restanti 16 unità resteranno a disposizione della società in altri ambiti.
Il tavolo fra impresa e sindacati è stato riconvocato ieri, chiudendo l’accordo sull’incentivazione delle uscite volontarie. Nonostante le pressioni, Arvedi ha mantenuto il bonus a 28 mila euro lordi per tutti i dipendenti, inclusi quelli della banchina che stanno per passare alla newco e successivamente a Piattaforma logistica. Non viene prevista inoltre nessuna differenziazione della cifra sulla base dell’anzianità e dunque i 28 mila spetteranno sia ai dipendenti prossimi alla pensione che ai neoassunti intenzionati a lasciare il posto per ragioni personali.
L’azienda non esclude trattative individuali sulla base dell’anzianità e delle mansioni ricoperte.
Sempre ieri è stata siglata l’intesa sui lavoratori della banchina, che verrà scorporata dal gruppo Arvedi, diventando una società separata (Società logistica giuliana) che sarà poi rilevata da Plt. In questo caso la proprietà ha assicurato il mantenimento di tutti i diritti normativi ed economici acquisiti.
I sindacati denunciano invece un nuovo scoglio legato alla centrale elettrica. L’Adp prevede 41 addetti, ma Arvedi ha informato le rappresentanze che 16 di essi resteranno a disposizione per mansioni diverse. Le sigle hanno chiesto la sospensione del confronto: le parti si riaggiorneranno. Come spiega Antonio Rodà (Uilm), «abbiamo richiamato l’azienda al rispetto degli accordi: auspichiamo che la proprietà torni sui suoi passi e sia fedele alle intese siglate».
Nel corso delle interrogazioni in Consiglio regionale, l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen ha chiarito intanto che 52 dei 66 ex lavoratori interinali della Ferriera risultano occupati a tempo indeterminato nelle rispettive agenzie e che 8 dei 14 disoccupati hanno cominciato un percorso di riqualificazione nel settore navale. Per Rosolen, «è stata la Regione a intervenire presso Arvedi perché i contratti dei lavoratori a tempo determinato e dei somministrati venissero mantenuti fino alla firma dell’Adp». Per l’interrogante Francesco Russo, consigliere regionale del Partito democratico, tuttavia, «si possono riconoscere gli sforzi, ma la Regione è stata garante della riconversione e ha sempre sbandierato che ci sarebbero stati zero esuberi: vigileremo finché questa promessa sarà stata interamente mantenuta». —
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