Buzzinelli: «La grandinata ha colpito il 30% delle vigne»

Il danno è più grave rispetto al 2018 anche perché la produzione è minore L’allarme dei produttori caprivesi: «Gli effetti sono stati davvero devastanti»
Cormons 14 Luglio 2019. Danni della grandinata di ieri ai vigneti della frazione La Boatina. © Foto Petrussi
Cormons 14 Luglio 2019. Danni della grandinata di ieri ai vigneti della frazione La Boatina. © Foto Petrussi



Un danno complessivo che si aggira sul 30% medio della produzione. Il Consorzio Collio stima in questa percentuale la perdita di uve sul territorio di sua competenza dopo la violenta grandinata di sabato pomeriggio: una cifra lievemente superiore a quel 20% di uva andata persa dopo lo stesso fenomeno meteorologico registrato nel luglio 2018.

Ciò che fa più male, al di là dei dati complessivi, è che c’è chi non ha quasi più nulla: come raccontato anche dal nostro giornale, ci sono stati infatti viticoltori che hanno visto cancellato in pochi minuti più del 90% della propria possibile produzione. E c’è anche chi dovrà ricorrere a perizie e assicurazioni per il terzo anno consecutivo per ripagare almeno in parte il danno subito. Ci sono certe zone del Collio, infatti, dove il disagio portato dalla grandine ha coinvolto ben più del 50% delle uve: le aree cormonesi di località Boatina e Angoris, ad esempio, quella della frazione di Corona a Mariano e quella di Capriva verso il Preval. Proprio alcune aziende caprivesi, infatti, puntualizzano come i danni siano stati in certi casi enormi, non solo per la grandinata in sé ma anche perché il territorio locale «è da sempre votato a una viticoltura di qualità rinomata e conosciuta in tutto il mondo in quanto non persegue la quantità ma la qualità delle uve prodotte».

Economicamente parlando, sebbene sia difficile al momento quantificare esattamente una cifra, si parla di centinaia di migliaia di euro volatilizzate per la zona Collio. «Stime e verifiche esatte con numeri precisi verranno fatte dalle assicurazioni e dai singoli produttori sui propri terreni – racconta il presidente del Consorzio David Buzzinelli –. Il Consorzio non ha delle squadre che escono a controllare i danni. Ma possiamo sicuramente parlare di come il 30% dei vigneti presenti sul nostro territorio sia stato colpito dal fenomeno calamitoso. Una percentuale simile a quella dello scorso anno: come vastità della zona presa di mira siamo davvero sugli stessi numeri, ciò che ci penalizza un po’ di più quest’anno è il fatto che l’annata 2019 non sarebbe stata comunque abbondante come la 2018 e quindi la perdita risulta essere un po’ più significativa in questo senso, con colleghi che hanno avuto danni molto gravi, anche se quasi nessuno ha perduto il 100 per cento del proprio raccolto».

Esistono, però, delle possibili soluzioni per il futuro: «In Veneto, in alcune vallate hanno messo a punto un macchinario che, grazie a delle onde d’urto, funziona perfettamente come anti-grandine anche se a volte, quando il fenomeno arriva in modo improvviso, non c’è stato nemmeno il tempo di attivarlo adeguatamente – continua Buzzinelli –. Un’altra pista importante come difesa dalla grandine potrebbe arrivare dalla Francia, dove stanno mettendo a punto un prodotto che verrebbe iniettato nelle nuvole di fatto per sciogliere la grandine prima che arrivi a terra. È una soluzione sulla quale dobbiamo avere maggiori informazioni, perché se dovesse manifestarsi come davvero valida, allora ecco che si potrebbe fare un ragionamento serio con la Regione per mettere a punto finanziamenti ad hoc per le aziende che volessero dotarsi di questo dispositivo». –



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