Cabinovia di Trieste, il comitato lancia una raccolta fondi per la battaglia legale contro il progetto

Il Comitato chiede un sostegno da parte della cittadinanza per sostenere le ingenti spese legali.

Il comitato No Ovovia (Lasorte)
Il comitato No Ovovia (Lasorte)

TRIESTE Il comitato No ovovia, come anticipato dal Piccolo, ha deciso di passare alle vie legali per fermare l’iter per il progetto della cabinovia di Trieste. Lo hanno annunciato oggi in conferenza stampa i rappresentanti, tra cui il coordinatore William Starc: “È arrivato il momento di ricorrere alle vie legali: dopo un anno di lavoro e studio, le forzature che l'amministrazione ha fatto nell'iter del progetto sono talmente gravi che è necessario appellarsi a un arbitro imparziale per verificare se le norme di legge siano state rispettate".

la protesta
Cabinovia di Trieste, parte la sfida legale: ricorsi al Tar ed esposti a Corte dei Conti e Anac
Una manifestazione contro la cabinovia in piazza Unità. (Massimo Silvano)

Per farlo il Comitato chiede un forte sostegno da parte della cittadinanza e ha avviato una raccolta fondi viste le ingenti spese legali. Tante le ricompense in palio per chi decida di contribuire: da una passeggiata in Bosco Bovedo a uno spritz con il Comitato, fino all’adesivo o alla bandiera da appendere fuori dal balcone. Si può donare fino a fine mese a questo link: https://sostieni.link/32774

L'obiettivo è di arrivare a 10 mila euro in 20 giorni per coprire i costi di carte bollate e avvocati per fare ricorso al Tar sul Progetto di fattibilità tecnica economica, e sostenere chi vuole fare opposizioni e osservazioni alla variante 12 del piano regolatore.

Il Comitato, infatti, si muoverà su più fronti. Da un lato, sostenendo le opposizioni dei residenti alla variante 12 al Piano Regolatore. Dall'altro, appunto, con il ricorso al Tar in merito al Piano di Fattibilità tecnica economica. Su questo, saranno in prima linea alcune associazioni ambientaliste nazionali, avvalendosi di avvocati esperti di diritto ambientale. Azioni che hanno costi ingenti.

"Da molti mesi la cittadinanza ci stimola a muoverci per vie legali, è l'ora di passare dalle parole ai fatti - conclude Starc - la responsabilità deve essere condivisa, così come gli oneri. Chiediamo quindi alla cittadinanza di sostenere economicamente la battaglia per permetterci di arrivare fino in fondo. Dobbiamo bloccare questo progetto inutile, impattante e insostenibile, dobbiamo farlo per il bene di Trieste, prima che sia troppo tardi".

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