Caduta di massi sulla carreggiata: riaperta dopo ore strada per Basovizza
Uno dei massi, di particolare grandezza e con uno peso stimato di oltre 100 chili, cadendo aveva perforato la rete che protegge la strada dalla parete rocciosa

Nessun ferito e nessun danno, fortunatamente. Ma il masso franato improvvisamente in strada per Basovizza, martedì sera attorno alle 22.40 nei pressi della cava Faccannoni, ha reso necessaria la chiusura parziale dell’arteria fino alle 18 di mercoledì, con annessi disagi al traffico. È a quell’ora che Fvg Strade ha dato il via libera per la riapertura dopo una giornata di sopralluoghi, verifiche e interventi anche di carattere geologico.

Uno stop prolungato, dunque, per uno dei più importanti assi di collegamento tra la città e l’altipiano carsico.
La viabilità è stata interrotta dal bivio ad H fino alla parte sottostante, quella della rotonda di via Valerio che porta in strada nuova per Opicina. Ed è qui che sono stati fatti defluire i veicoli in arrivo dal versante dell’università e quindi da via Fabio Severo. Chiaramente in Strada nuova per Opicina sono stati deviati anche gli autobus della linea 51 di Trieste Trasporti dove peraltro è dirottata anche la linea 38, visti i lavori sul ponte di via Bonomea nei pressi della Sissa.
Le biciclette, però, passavano comunque lungo strada per Basovizza in barba ai divieti. Il masso che è precipitato, di grandezza considerevole – tra i 50 e i 60 centimetri di diametro – per un peso stimato di circa 100 chili, si è staccato dalla parete rocciosa che sovrasta la carreggiata.
Ha rotto la rete di protezione, finendo a bordo della corsia, ma senza invaderla. La barriera, dunque, ha attutito la caduta.
Strada per Basovizza è stata immediatamente interdetta ai veicoli per ragioni di sicurezza, innanzitutto. Mercoledì mattina si sono recati sul posto i vigili del fuoco, i tecnici e i rocciatori di Fvg Strade, la Trieste Trasporti e le pattuglie della polizia locale.
I rocciatori si sono arrampicati sulla parete di pietra per verificare la stabilità dell’area da cui è precipitato il masso. L’operazione, compresa la messa in sicurezza, è durata ore.
I tecnici di Fvg Strade hanno innanzitutto ripristinato la rete protettiva. Un geologo e una ditta specializzata hanno poi eseguito un’ulteriore ispezione della parete interessata, anche con l’utilizzo di un drone che ha sorvolato l’intero versante per escludere altre potenziali cadute di massi o pietre sulla carreggiata. Il pericolo, evidentemente, c’era.
Dalle verifiche è emerso che il distacco di martedì sera può essere dovuto a due motivi: o dal dilavamento del terreno determinato dalla forte pioggia che si è abbattuta nel corso della mattinata e del pomeriggio, oppure dall’azione di uno o più cinghiali. Che, scavando, potrebbero aver eroso la base su cui poggiava il masso facendo così finire sotto.
Come detto, la rete protettiva ha in qualche modo frenato la grossa pietra evitando che piombasse sulla corsia di marcia. Se fosse ruzzolata sulla strada averebbe potuto colpire un’auto, un bus, o qualunque veicolo fosse transitato in quel momento lungo strada per Basovizza causando incidenti e feriti.
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