Caduta tanta pioggia Ora l’agricoltura teme i contraccolpi
TRIESTE. Istria siccitosa. Una volta. Quest’anno la pioggia sta mettendo alla prova gli agricoltori: troppa acqua, campi inzuppati e quindi non arabili. Dunque ancora niente semine. E sì che la saggezza del popolo diceva che “se piovi de marzo, el povero no ga bisogno del rico”. E anche che se per san Giuseppe ci fosse stato bel tempo, la Pasqua e tutta l’annata sarebbe andata bene perché “el pare no tradissi el fio”. Si diceva anche – ancora oggi lo dicono i più anziani – che se piove sulle palme non piove sulle uova. Ma i proverbi sono stati smentiti, la saggezza popolare istriana tradita.
Mai così tanti giorni di pioggia e mai così tanta acqua caduta dal cielo. Già nel Buiese si sono avute lamentele per la scarsità delle olive. Adesso quelli che devono sistemare le viti, o incalmare alberi da frutto (ma ce ne sono pochi, questi ultimi), devono star fermi in cantina, tutt’al più travasare un’altra volta il vino bianco in attesa che il sole asciughi la terra e permetta lo sbocciare dei fiori. Quando la vite sarà fiorita, il vino finirà in bottiglia. Per la gioia degli assaggiatori. In previsione del Vinistra, la grande rassegna dei vini, degli olii e dei prosciutti istriani che si tiene a Parenzo tra qualche settimana. (b.l.)
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