CALCIO A OCCHI CHIUSI

Domenica a S. Siro il campionato che inizia sabato ha ricevuto, officiato dalle telecamere Rai, il battesimo di Matarrese, giulivo e confesso padrino di una nuova festa dello scialo. L’eterno dirigente del calcio italiano si fregava le mani per il ben di dio in arrivo. La A comincia con una previsione di maggiori entrate per 360 milioni, 95 in più solo da Sky che compra e paga il ritorno sul palco di Juve, Napoli, Genoa. Si stima poi che gli spettatori negli stadi aumenteranno di 1,3 milioni complessivamente, per una media a partita che dovrebbe passare da 18.934, il punto più basso coinciso con la scorsa stagione, a 22.355. Gli incassi a vario titolo sono previsti in crescita del 31%, totale: un miliardo e mezzo.


Matarrese sembrava Paperone quando le pupille del fumetto assumono la forma del simbolo del dollaro e vaticinava: "Sarà il campionato della rinascita". Peccato che Matarrese cuor contento a nome della Lega calcio fosse anche reticente. Per consolidata omertà: la Figc, cioè il governo del calcio, e la Covisovic, cioè l’organismo di controllo sulle società, tengono "riservati" i dati patrimoniali. Di alcuni club, a sei mesi dal fine esercizio, non è ancora disponibile il bilancio presso l’archivio delle Camere di commercio. Quel che si sa è che a giugno 2006 l’indebitamento dell’industria calcio era di 1530 milioni, come nel 2005. Dunque, di risanamento finanziario neanche l’ombra. In questo clima allegramente bancarottiero si misura la non riformabilità, finanziaria e culturale, di un calcio che continua a reclamare leggi economiche e comportamenti sociali separati e speciali. La casta che lo regge e lo abita non sa che farsene delle regole del mercato e del diritto civile.


Sorprende dunque davvero che le bande da stadio considerino alla stessa stregua carta straccia le regole della convivenza civile e del diritto penale? Poche settimane fa il capo della polizia, Manganelli, rendeva pubblico il suo sogno: sicurezza garantita negli stadi dagli steward, entro Natale. Ma gli steward non ci saranno, né a Natale né dopo, le società non vogliono spendere. Sorprende davvero che non si trovi chi va a rischiare una coltellata in curva per 30 euro di paga? Alla prima internazionale di una squadra italiana, la Lazio, all’Olimpico si ascoltavano simpatici cori a base di "Zingari venuti col gommone" ai danni dei rumeni, conditi con qualche casalingo "Romanista ebreo" e qualche "Duce, Duce" che non manca mai. Lotito, presidente della Lazio, ha gridato al complotto dei giornali e nessun dirigente del calcio italiano ha battuto ciglio.


Andando verso Milano dove la Roma avrebbe poi dominato l’Inter e vinto la Super Coppa, un mucchietto di tifosi romanisti pretendeva di non pagare il biglietto del treno. Silenzio degli organi dirigenti. Ora lo stadio di Marassi sarà vietato ai tifosi organizzati del Milan che con quelli del Genoa si sono scambiati minacce di sangue dopo che 12 anni fa ci era scappato il morto. Matarrese, quello a cui scappò detto dopo il morto di Catania che un morto "ci può stare", domenica scorsa ha detto che "gli stadi si riempiranno di famiglie". Chi lo intervistava (?) ha sorriso contento, muto e complice. Davvero sorprende la notizia che arriva da Genova?

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