La Triestina fa fatica tra valzer di ruoli e cambi di modulo

Tra i tanti fattori che hanno contribuito a un avvio stentato anche le scelte di Fontana non sempre dovute assenze. Da Giusti a Ferretti, da Moschella a Vranic tanti giocatori utilizzati in modo forzato

Antonello Rodio
Il tecnico della Triestina Fontana
Il tecnico della Triestina Fontana

I risultati finora negativi della Triestina sono figli ovviamente di tanti fattori. Di certo il fatto che siano state schierate formazioni sempre diverse non ha aiutato la squadra a trovare una continuità.

Naturalmente le scelte di Fontana sono dipese anche da infortuni e squalifiche (ricordiamo che prima di quelle di Munaretto e Di Livio c’era stata quella molto pesante di Vona).

Il fatto è che per fronteggiare queste assenze parecchi giocatori sono finiti non solo per essere schierati fuori ruolo, ma soprattutto si sono ritrovati a dover ricoprire più ruoli cambiando a seconda delle partite ma perfino durante la stessa gara. L’impressione è che tutto questo abbia generato un po’ di confusione e incertezza fra i giocatori, dai quali probabilmente deriva anche l’eccessivo nervosismo, del resto già accentuato dalla frustrazione per i risultati che non arrivano.

La centrifuga alabardata inizia fra i pali: in sette partite si sono alternati tre portieri diversi e se non è un record assoluto poco ci manca. La scelta attuale del portiere over Borra ha creato però altri imprevisti rimescolamenti in mezzo al campo dovendo a quel punto impiegare tre under fra i giocatori di movimento.

Restando sempre in difesa, a parte il fatto che per cause di forza maggiore in mezzo si sono già alternati tutti i quattro centrali, l’impiego di giocatori in varie posizioni o fuori ruolo inizia con Ferretti: l’ex Sestri Levante, che lo scorso anno ha segnato 14 reti come mezzala, finora ha giocato da terzino destro, da esterno offensivo e anche da mediano in alcuni assalti finali all’arma bianca quando la squadra ha schierato tanti attaccanti tutti assieme.

Altro fresco caso è quello di Giusti, terzino destro under che domenica scorsa è stato inventato difensore centrale. E proprio la casella di terzino destro viene coperta da tre partite da Moschella, che però di mestiere fa il centrocampista.

A centrocampo, a parte un impiego di Ba e Di Gilio apparso troppo saltuario, va sottolineato come sia Bongelli che Di Livio hanno dovuto districarsi fra giocare a due o a tre. Ma Di Livio da un paio di partite è stato spostato in avanti e in pratica gioca da sotto punta in mezzo ai tre che agiscono alle spalle dell’unico attaccante nel 4-2-3-1.

Quasi un percorso inverso ha fatto Beltrame, che però finora di ruoli ne vanta addirittura tre: è partito appunto da giocare sotto punta nel 4-2-3-1, poi ha fatto l’esterno alto sinistro del 4-3-3, infine è stato spostato a centrocampo, dove da un paio di gare gioca come mediano di un reparto a due. La sarabanda però non è finita qui e coinvolge anche Vranic, che ha giocato sia esterno destro che sinistro, tutto meno che nel suo ruolo preferito, quello di seconda punta o anche di attaccante centrale.

 

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