Caldo, nervosismo e manovre errate «Arrivo in ritardo sul posto di lavoro»

Fra automobilisti e scooteristi imbottigliati nella zona attorno alla stazione ferroviaria 

LE REAZIONI

Prevedibili i disagi dovuti al primo giorno della nuova fase di lavori in piazza Libertà. Il caldo, l’impreparazione alla novità e la necessità di arrivare in tempo sul posto di lavoro hanno fatto il resto, aumentando il nervosismo di chi si è trovato suo malgrado in una fila alla quale non era preparato.

«Per ogi son za contento de eser rivà fin qua – così Piero, in scooter al semaforo che dà su corso Cavour e via della Geppa, mani penzolanti dal manubrio e testa bassa –. Oggi nonostante il motorino arriverò in ritardo al lavoro, secondo me questi cantieri avrebbero potuto essere reclamizzati un po’ meglio». Un refrain, quello del ritardo al lavoro, ripetuto da più di un automobilista. Un pullman della Flixbus in uscita dal Silos fatica a fare manovra, un camion si infila per errore nel varco del Porto vecchio e il traffico, fortunatamente più scarso verso le 11, si ferma nuovamente. Un agente della Polizia locale si fa spazio fra gli automezzi ed è costretto a sbracciarsi ripetutamente per consentire ai veicoli coinvolti di effettuare le manovre necessarie. «Ghe manca solo che pasi un convoglio militare per completar l’opera», lo rincuora un automobilista con una battuta.

Non tutti i triestini, però, sono propensi a stemperare la situazione con ironia. I finestrini abbassati aiutano a percepire l’insofferenza: da un furgoncino incolonnato in largo Città di Santos, un signore si lascia andare a un corollario di imprecazioni, udibili anche a distanza di sicurezza. Ma c’è anche chi la prende con filosofia: «Sento molte critiche sulla gestione di questi lavori – spiega Diego mentre attende la partenza dell’autobus –, personalmente credo fosse arrivato il momento di riqualificare quest’area. Ci sono dei disagi, credo sia normale, ma pensiamo al risultato finale e alla possibilità che piazza Libertà torni come una volta. Il degrado e la percezione di pericolo specie alla sera ormai sono sotto gli occhi di tutti».

Chi ha sofferto maggiormente la nuova situazione sono stati gli agenti della Polizia locale, costretti a regolare un traffico a tratti impazzito sotto un sole progressivamente sempre più cocente. «Mancano adeguati attraversamenti pedonali – dice un vigile –, non possiamo fermare continuamente le macchine per far passare le persone. Questa è l’unica criticità, per il resto credo che in pochi giorni la gente si abituerà a questa nuova situazione, peraltro non definitiva». —

L.D.

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