«Cambiamo la mentalità dei cittadini»

«Quando ho iniziato a sostenere il Verdi non esisteva neanche l’Art Bonus. E soprattutto non c’erano nemmeno tutte queste detrazioni fiscali che questo sistema, giustamente, ha introdotto».Anche Anna...

«Quando ho iniziato a sostenere il Verdi non esisteva neanche l’Art Bonus. E soprattutto non c’erano nemmeno tutte queste detrazioni fiscali che questo sistema, giustamente, ha introdotto».

Anche Anna Rossi Illy è tra i mecenati del teatro triestino: un’elargizione, per il sostegno alle attività istituzionali, da 2.500 euro.

Come è nata la decisione?

Sono uno dei soci della fondazione. Davo un sostegno anche prima della nascita di questo strumento. Oggi invece chiunque, se vuole, può donare qualcosa. E grazie all’Art Bonus continuo a farlo perché mi sembra che il Verdi sia un’istituzione meritevole in città. Anche se, confesso, non è che frequenti l’opera con molta passione. Quando mi hanno chiesto la disponibilità, volevano una garanzia per un’elargizione ogni due anni. Garanzia che, a 86 anni, non mi sento di dare. Ma comunque finché posso lo farò.

Altri teatri in città, come il Rossetti o La Contrada, a differenza del Verdi non hanno raccolto niente finora. E nemmeno alcuni lavori a Miramare. Come se lo spiega?

Per quanto riguarda gli altri teatri la cosa mi sorprende. So che hanno un buon seguito, la gente ci va. Ma forse non hanno la stessa buona strategia di comunicazione che ha il Verdi. Miramare, invece, non mi stupisce. Anni di malgoverno di quel posto hanno probabilmente allontanato i cittadini.

Su dodici interventi in città, solo quattro finora hanno ricevuto qualcosa. Sembra che i triestini siano un po’ restii a donare.

Che sia beneficenza o un aiuto per i nostri patrimoni artistico-culturali in Italia, in generale, si è sempre molto poco generosi. L’Art Bonus è una buona invenzione. Finora i cittadini non erano mai stati invogliati a contribuire. Bisogna cambiare la mentalità.

(g.mod.)



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