Camelie, rose, sequoie e una bella aranciera

Progettato dall’architetto Nicolò Pacassi come ornamento al Palazzo Attems-Santa Croce, oggi sede municipale, il parco municipale fu modificato nei primi decenni dell’Ottocento da Gian Cristoforo Ritter. Il secolo successivo venne ceduto al Comune di Gorizia e l’area verde venne ridimensionata accrescendone la peculiarità. Il parco, quieto angolo verde nel cuore della città, offre la possibilità di ammirare alcune tra le più belle opere lapidee tra cui la statua di Diana cacciatrice e il tempietto neoclassico e il gruppo scultore in bronzo raffigurante la Lupa. Peraltro, l’area verde è una delle location destinate dal Comune di Gorizia per i matrimoni civili con la gloriette che è uno degli elermenti caratterizzanti del giardino.

La proprietà pervenne prima in mano ai conti Thun nel 1796 e poi, nel 1820, in quelle dell’imprenditore tedesco Gian Cristoforo Ritter – proprietario dell’attigua raffineria di zuccheri – che, tra il 1826 e il 1829, ristrutturò l’edificio che oggi ospita il Municipio di Gorizia secondo linee di gusto neoclassico. Anche il giardino, che ora si vuole far rinascere e valorizzare, fu riformato in stile inglese, mantenendo tuttavia l’assialità tra il palazzo e il tempietto.

Nella seconda metà del XIX secolo il giardino era tra i più rinomati della città per le sue piante: camelie, rose, sempreverdi, una sequoia e un’aranciera.

L’intera proprietà fu ceduta al Comune di Gorizia che, come ampiamente noto, nel 1907 ne fece la sede municipale. —

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