Camper o Tir? La Corte dei conti accusa

Altro che area intermodale al Lisert per i Tir e gli autoarticolati con tanto di palazzina servizi, non serve a nulla che il Consorzio industriale insista che l’obiettivo originario era proprio questo (ora tra l’altro è stata affittata come area intermodale alla Compagnia portuale) e che comunque si tratta di un “area di parcheggio per veicoli” a destinazione generica. Per la Guardia di finanza e la Procura della Corte dei Conti il Csim, sin dall’inizio, voleva realizzare in realtà un’area camper.
E non sembra smuovere dalla loro tesi Fiamme Gialle e Corte dei conti nemmeno l’archiviazione del Tribunale di Gorizia (del 15 settembre 2017) del procedimento penale nei confronti del direttore e dei rappresentanti legali (i vari presidenti che si sono succeduti dal 2002 ad oggi) perché secondo il giudice «non c’è l’esistenza di profitto a favore degli indagati, né di ulteriori soggetti che abbiano agito in concorso, trattandosi di realizzazione di un’opera di interesse pubblico non diversa da quella finanziata». Nulla da fare. Secondo la magistratura contabile non importa che il parcheggio sia lì, intatto, in via Consiglio d’Europa, con tanto di palazzina servizi gestita ora da un’impresa logistica che lavora nel settore intermodale. Secondo l’accusa ci sarebbe una “responsabilità amministrativa a titolo doloso” perché comunque per un periodo sono stati parcheggiati dei camper e in quel caso la condotta del Csim è stata «contraria al dovere di soggetto beneficiario di un finanziamento pubblico». Morale: direttore Csim e tutti i presidenti rinviati a giudizio davanti alla magistratura contabile e chiamati a restituire quasi 1 milione e 200 mila euro, ovvero l’importo globale per realizzare l’area intermodale. Peccato però che il parcheggio sia costato soltanto 400 mila euro e la palazzina servizi è stata fatta dopo e non c’entra nulla.
Non ci volevano credere al Consorzio industriale quando è arrivata la notifica della Guardia di Finanza che aveva fatto “attività ispettiva” al Lisert e nemmeno quando sono arrivate denunce penali e poi “l’invito a dedurre” della Corte dei conti. Il Csim non aveva fatto i conti con il tessuto di veleni celato dalle paludi del Lisert, e non avrebbe mai immaginato che ora questa storia rischia di far finire nuovamente Monfalcone e il Lisert sulle pagine dei media nazionali o nelle trasmissioni Tv come “Striscia la notizia”. Una nuova vicenda dell’assurdo che avviene ancora una volta al Lisert, casa e regno del Grillo Zaunerino dove ormai vale tutto e il contrario di tutto dove anche la destinazione urbanistica industriale dei piani non conta più nulla e anche le industrie presenti devono battagliare per ampliarsi nonostante sia dovuto per legge.
E dire che da quando era stato ultimato il parcheggio dell’area intermodale, in realtà destinata generalmente ai veicoli vari, era rimasto vuoto e sfitto per oltre due anni con la sua bella palazzina, servizi e impianto fotovoltaico per dare corrente alla struttura e alle 7 colonnine elettriche. Che sarebbero potute servire per garantire energia ai camion frigo ma anche, perché no, a qualche camper. Non poteva immaginare il Csim allora che i titolari delle imprese di autotrasporto e logistiche non erano contenti che i camionisti lasciassero incustoditi i rimorchi in porto spostandosi con le motrici nell’area di parcheggio e per questo c’è stato il veto agli autisti di spostarsi se non con l’intero carico. E così, di fronte al vuoto di due anni, è stato naturale accontentare una società che ha preso in gestione per qualche tempo l’area intermodale e che pagava diverse migliaia di euro che garantivano almeno di coprire le spese. Soldi che andavano al Csim, non certo in tasca a direttore o presidenti. E non sapeva nemmeno il Csim che questa società avrebbe privilegiato soprattutto i camper nel parcheggio, non del tutto vero nemmeno questo perché sono entrati anche due camion. Inutile fare diffide alla società che non doveva aprire la porta solo ai camper, ma a tutti. Troppo velenoso il territorio del Lisert per lasciar correre e non fare qualche dispetto: ecco la segnalazione alla Guardia di Finanza e l’apertura dell’inchiesta.
Ora il Csim, dopo l’estate, dovrà comparire davanti ai magistrati contabili per sostenere l’assoluta «insussistenza di elementi per fondare una responsabilità erariale» e che la realizzazione del parcheggio in area intermodale «è stata del tutto coerente non solo con le finalità delle risorse destinate dalla Regione per lo sviluppo dell’infrastruttura ma anche l’effettiva realizzazione del tutto conforme al progetto approvato».
Ma c’è il rischio che di fronte a un paese dove accadono ogni giorno scandali veri, anche a poca distanza del parcheggio, la vicenda finisca in pasto ai media e a trasmissioni come “Striscia la notizia” o “Scherzi a parte”.
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