Campo nomadi, la Provincia fa da mediatrice

Convocherà un incontro istituzionale con tutti i sindaci per trovare una soluzione
Una svolta nella lunga vicenda del campo nomadi a Trieste che oppone il Comune ai comitati e alle circoscrizioni dell’altipiano e che sta turbando la stessa amministrazione, ormai consapevole che un’alternativa a Pian del Grisa va trovata - se c’è. Dopo l’apertura dimostrata dai sindaci di Sgonico e Monrupino sulla necessità di trattare il nodo a livello istituzionale (del resto la legge stessa parla di aree intercomunali con intervento della Provincia), proprio la Provincia entra in campo. «Vista la criticità che si sta evidenziando nell’individuazione di un sito per il campo di transito dei rom - afferma palazzo Galatti - la Provincia di Trieste raccoglie l’invito di alcuni sindaci dei Comuni del territorio di svolgere un ruolo di coordinamento per trovare una soluzione positiva».


Nei prossimi giorni la presidente Maria Teresa Bassa Poropat e l’assessore alla Politiche sociali, Marina Guglielmi, avvieranno un tavolo di coordinamento provinciale tra i sindaci di Trieste, Muggia, Duino, San Dorligo, Monrupino e Sgonico. Sembra dunque alleggerirsi il peso che grava sul tavolo del sindaco Dipiazza, il quale continua a spiegare che il Comune di Trieste è obbligato a creare questa struttura, e che adesso ha 730 mila euro di finanziamento regionale per l’area tra Opicina e Prosecco. Venerdì la seconda commissione esaminerà la variazione di bilancio relativa alla minore somma ricevuta rispetto alla richiesta, che era di un milione e 50 mila euro. Ma intanto la circoscrizione di Prosecco si è ricordata di una interpellanza del gennaio 2003 a firma di Stefano Ukmar (il diessino oggi consigliere comunale e presidente della Comunella di Contovello che dovrebbe cedere 12 mila metri quadrati di bosco per il campo nomadi, e non è d’accordo). Ukmar chiedeva se davvero il Comune intendeva realizzare il campo nomadi a Pian del Grisa.


E citava una deliberazione giuntale dalla quale risultava una spesa di 140 mila euro. All’interpellanza rispose il direttore dell’Area territorio e patrimonio, Paolo Pocecco: «Il campo di transito rom - scriveva - è previsto in località San Sabba». Accusati dal sindaco di non aver avversato il piano regolatore varato dalla giunta Illy nel 1997, Ukmar, il presidente della circoscrizione di Prosecco Bruno Rupel, e di Opicina Marco Milcovich, espongono la carta e chiedono: «Perché si è cambiata idea? Perché allora bastavano 140 mila euro e oggi se ne ottengono ben 730 mila?». Ukmar ha girato il quesito allo stesso Pocecco: «Mi è stato detto che l’area, dopo la galleria di Servola sulla sopraelevata, è stata scartata perché inquinata». Anche il consigliere della Margherita Alessandro Minisini, è andato dall’’ingegner Pocecco, ha intravisto un piano di massima, chiuso nei cassetti e privo di ufficialità: «Ho visto solo - afferma Minisini -, il disegno di tre aree distinte, divise da reti, e unite dal blocco dei servizi».

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