Cani abbandonati: si cerca il padrone Resta il mistero dei microchip

La proprietaria delle tre bestiole risulta essere un’udinese che non è reperibile. Ci sono incongruenze anche sulle date
Bumbaca Gorizia 09.07.2019 Il gattile © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 09.07.2019 Il gattile © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Assume i contorni di un vero e proprio “giallo” la triste vicenda delle tre cagnoline abbandonate a Gorizia e trovate all’alba di martedì legate alla recinzione esterna del canile comunale di Lucinico.

Il fatto che le tre bestiole – meticce di piccola taglia, di età stimata tra i 5 e i 6 anni – fossero tutte dotate di microchip lasciava sperare che potesse essere semplice risalire all’autore dell’abbandono. Ed, invece, così non è. Anzi, la questione si sta facendo decisamente misteriosa. Perché la lettura dei microchip offre uno scenario pieno di incongruenze: innanzitutto la proprietaria dei cani sarebbe una donna udinese sin qui risultata assolutamente irreperibile: al numero telefonico collegato ai suoi dati non risponde nessuno e al momento non è stato possibile risalire alla sua residenza. Non si può escludere che la donna non sia più in vita, e che dunque, magari, che i cani siano passati poi a qualcun altro che non ha aggiornato la loro posizione, e che sarebbe eventualmente il potenziale autore dell’abbandono. Non solo. Il chip riporta ad un’iscrizione all’anagrafe canina delle tre cagnoline risalente al 2004, una data assolutamente non verosimile, visto che, come detto, le bestiole sembrano essere invece piuttosto giovani, e in ogni caso di certo non con una quindicina di primavere alle spalle. E allora? Le ipotesi al vaglio sono le più varie, e tra queste c’è quella di un errore di registrazione, o anche la possibile manomissione dei microchip.

«La situazione è complessa, e al momento sappiamo che non è stato possibile risalire in alcun modo ai proprietari – dice il presidente dell’Aipa, Ervino Peressini -. Si stanno confrontando i dati di tutte le anagrafi canine, per cercare di trovare delle corrispondenze». Intanto le cagnoline sono al sicuro, e in buona salute, nei box contumaciali di competenza dell’Azienda sanitaria, dove resteranno come prevede la legge fino a 60 giorni. In città l’episodio ha colpito molto la sensibilità di tanti amanti degli animali, che hanno riempito le pagine locali di Facebook con un pensiero per gli animali abbandonati e dure prese di posizione contro l’autore dell’abbandono, al momento ancora sconosciuto come detto. Ad identificarlo, purtroppo, non potranno contribuire le telecamere di sorveglianza poste all’interno del canile (una in direzione dei box, l’altra che guarda verso l’ingresso), che devono ancora essere attivate. L’auspicio dell’Aipa è però che in futuro si possa potenziare ulteriormente l’impianto.

«L’ideale sarebbe poter avere una telecamera in grado di monitorare anche l’esterno della struttura, il tratto di strada antistante – dice il presidente Peressini -, che fungerebbe da deterrente e aiuterebbe molto in casi come quello delle tre cagnoline». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo