Canone concordato presentate 140 domande

Sono state 140 le domande presentate nell’ambito del bando di concorso del Comune per la concessione di contributi ai proprietari di immobili che hanno affittato a canone concordato nel 2012. Il 29...

Sono state 140 le domande presentate nell’ambito del bando di concorso del Comune per la concessione di contributi ai proprietari di immobili che hanno affittato a canone concordato nel 2012. Il 29 marzo sono scaduti i termini per la presentazione delle richieste. Il contributo messo a disposizione dall’ente locale è di 50mila euro. Significa, pertanto, una media di 357 euro di rimborso pro-capite, pur tenendo conto che il rimborso è rapportato all’Imu versata dal singolo proprietario. Una risposta che l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, ha ritenuto “buona”, anche se inferiore alle domande presentate nel 2011, in regime di Ici. Il tutto considerando peraltro la novità dell’operazione voluta dall’amministrazione comunale che, come una sorta di “sgravio fiscale indiretto”, garantisce un beneficio annullato con la nuova normativa per l’Imu. Non sono infatti previste differenziazioni di aliquota, che per la seconda casa e gli altri fabbricati è fissta all’8,9 per mille. Le 140 domande presentate rappresentano quindi solo il 29% delle richieste registrate nel 2011, in regime di Ici, a fronte delle quali i contratti a canone concordato sono stati 480.

L’assessore Morsolin ha osservato: «I motivi di questa minore richiesta possono essere molteplici. Il bando rappresenta una nuova modalità, introdotta dal nostro Comune, e potrebbe non essere stata recepita dai cittadini. Ritengo anche che possa aver inciso l’incertezza che ha caratterizzato il passaggio dall’Ici all’Imu. Nel frattempo, inoltre, i contratti di affitto possono essere stati cambiati. Resta, tuttavia, a disposizione per i proprietari che hanno presentato domanda una buona quota di contributo al fine di abbattere l’Imu versata. La finalità è quella di incentivare i canoni concordati, più bassi rispetto agli affitti del libero mercato, con ricadute positive per le famiglie, utile anche per far emergere il fenomeno degli affitti in nero. È uno strumento che ci permette di abbattere la tensione abitativa in città, acuita dalla crisi economica».

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