Cantiere Tre Maggio Plenković a Fiume: «Sostegno al riavvio della produzione»

Il premier in visita allo stabilimento con tre ministri annuncia il supporto del governo: «Ma servono precise garanzie»



La visita che il premier croato Andrej Plenković ha compiuto ieri mattina ha confermato l’interesse di Zagabria a portare il cantiere navale Tre Maggio fuori dalle sabbie mobili in cui si trova ormai da tempo. Nello stabilimento il premier è arrivato assieme ai ministri Darko Horvat, Dražen Bošnjaković e Oleg Butković (titolari rispettivamente di Economia, Giustizia, Mare e Trasporti). Affiancati dal governatore della Regione quarnerino–montana, Zlatko Komadina, hanno incontrato la direzione dello stabilimento di Cantrida, dove la produzione è ferma da tempo e per il quale solo pochi giorni fa la giudice Ljiljana Ugrin, del Tribunale commerciale di Fiume, ha deciso di rinviare ulteriormente l'avvio della procedura fallimentare: un salvagente che stavolta dunque potrebbe venire utilizzato in pieno.

Ricevuti dal direttore generale del cantiere Edi Kucan, da rappresentanti sindacali e del comitato di controllo, Plenković e i ministri sono stati informati in merito al piano di risanamento del cantiere che prevede lo sblocco del conto bancario, la ripresa della produzione e finalmente l’individuazione di un partner strategico, ossia di quello che sarà il futuro proprietario. «Abbiamo ottenuto le informazioni che volevamo sentire – ha detto Plenković dopo la riunione - c’è un preciso programma di rilancio che contempla innanzitutto il completamento di quattro navi», una delle quali si trova nel cantiere Scoglio Olivi di Pola, anch’esso parte del gruppo Uljanik.

Il premier ha dichiarato di avere colto «la volontà di riportare il cantiere a livelli adeguati, in grado di garantirne la permanenza sui mercati: di ciò informerò la Commissione europea», ha aggiunto, in riferimento al fatto che un piano che comprenda l’aiuto statale deve passare al vaglio di Bruxelles.

Plenković ha voluto poi sottolineare che «il governo croato ha sì l’intenzione di supportare finanziariamente la ripresa della produzione, ma senza esagerazioni e con precise garanzie. Vogliamo che entro i prossimi due anni siano consegnate le quattro unità in costruzione a Fiume e Pola e venga trovato un partner pronto a investire assumendo la proprietà dello stabilimento fiumano. Vogliamo avere una soluzione a lungo termine, che garantisca la permanenza della cantieristica navale in città».

Il direttore dello stabilimento Kucan ha poi esternato un cauto ottimismo, precisando di non sapere «a quanto ammonterà il sostegno» finanziario del governo croato «per farci tornare al lavoro» e aggiungendo che dei 750 dipendenti molti hanno cercato lavoro all’estero o lavorano in realtà dell’area come il cantiere Viktor Lenac, «ma sono pronti a tornare a Fiume». È in programma a breve, poi, una riunione con rappresentanti di un’azienda che lavora per Fincantieri: entro un paio di settimane al Tre Maggio dovrebbe essere avviata la realizzazione di 600 tonnellate di sezioni navali. Emergono insomma segnali di speranza per la salvezza dello stabilimento.

I sindacalisti del gruppo Uljanik hanno dichiarato intanto ieri in una conferenza stampa di aspettarsi dal governo Plenković l’applicazione di eguali misure di risanamento nei confronti degli altri stabilimenti.—



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