«Capitale della cultura? Si valuti»

L’ex primo cittadino: «Idea condivisibile e avventura impegnativa»

«La candidatura di Trieste a capitale europea della Cultura 2019, idea sicuramente affascinante e condivisibile, va analizzata in ogni sua parte, prima di lanciare la città in questa bella ma impegnativa avventura, soprattutto nella situazione economica in cui viviamo. Fra i vantaggi – afferma l’ex sindaco Roberto Dipiazza, candidato al Consiglio regionale con la lista “Autonomia Responsabile per Tondo Presidente” – la visibilità assicurata già in fase di candidatura, le risorse messe in palio dalla Ue (un milione e mezzo di euro), la possibilità di attrarre investimenti pubblici e privati, la partecipazione a una sfida che deve essere giocata anche a livello imprenditoriale, affinché la progettualità si possa trasformare in operatività permanente».

Dipiazza, nel contempo, ammonisce: «Vanno però valutati bene e resi pubblici fin da subito anche gli eventuali punti di debolezza in modo che la comunità possa condividere consapevolmente il progetto. Bisogna in primo luogo chiedersi perché Venezia abbia deciso di ritirarsi dopo aver già tanto investito. Poi - prosegue il predecessore di Cosolini - vanno considerate le potenzialità delle altre città candidate, che da mesi hanno iniziato a lavorare al progetto, investendo già ingenti risorse pubbliche. Va anche valutato il lungo percorso che porta all’aggiudicazione: la città vincitrice sarà premiata da un comitato internazionale che inizierà il proprio lavoro entro la fine del 2013 per concluderlo nel 2015. Sulla nomina dei 13 “saggi” pesa per la quota italiana il mancato insediamento del nuovo governo».

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