«Carabinieri consapevoli come nella Grande Guerra»

La Battaglia del Podgora è stata ricordata ieri mattina nel corso di due cerimonie alle quali ha preso parte anche il comandante generale dei Carabinieri, il generale di Corpo d’armata Giovanni Nistri.
Quest’anno la ricorrenza ha assunto un significato più profondo del solito in quanto proprio un secolo fa, per tale fatto d’armi, la Bandiera di guerra dei Carabinieri, presente in prima linea nei combattimenti sul Podgora, ricevette la sua prima Medaglia d’Oro al Valor Militare. Quell’azione del 19 luglio 1915 che portò due battaglioni di Carabinieri reali a immolarsi nell’assalto a quota 240 entrò nei libri di storia. In appena cinque ore di battaglia, tra morti feriti e dispersi, le perdite furono 206. Lo scopo del comando supremo era quello di fare spostare un consistente numero di truppe nemiche dal Carso a Gorizia. L’impresa divenne esemplare e portò al conferimento di 9 medaglie d’argento e 33 medaglie di bronzo, oltre a 13 Croci di guerra al valore militare.
Nel corso della cerimonia principale, quella ai piedi dell’obelisco in cima al monte Calvario, il generale Nistri ha rimarcato un parallelo tra l’operato dei Carabinieri in guerra 105 anni fa e quello evidenziato oggi, in occasione dell’emergenza sanitaria. Rispetto ad allora, ha detto, nei carabinieri è rimasta immutata la «consapevolezza di dover servire al meglio il proprio Paese, la collettività nazionale», unita ad un altro valore essenziale: la “militarità”, «che non è un abito, un dettaglio esteriore, bensì un abitus mentale, un proporsi eticamente e psicologicamente al senso del dovere, allo spirito di servizio, alla solidarietà, al sacrificio». Oggi come ieri.
Ad accompagnare il comandante generale Nistri per la deposizione di un corona d’alloro ai piedi dell’obelisco sono stati il sindaco Rodolfo Ziberna e il coordinatore provinciale dell’Associazione nazionale Carabinieri, Valentino Scognamiglio. I tre hanno sfilato al centro del piazzale dove era schierato un picchetto d’onore in grande uniforme speciale con sciabole della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.
Precedentemente il comandante era stato al Sacrario militare di Oslavia. Nell’occasione ad accompagnarlo nella deposizione di una corona d’alloro alla croce dello stesso Sacrario erano stati il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e il prefetto Massimo Marchesiello. Il generale Nistri ha inoltre voluto rendere un personale omaggio ai Carabinieri Caduti sul Podgora ponendo un cuscino di fiori presso il settore di sepoltura situato al 3° piano del torrione centrale dove si è raccolto, in doveroso silenzio, davanti ai 53 nomi dei Carabinieri che hanno perso la vita in quella tremenda battaglia. Successivamente ha quindi raggiunto le altre autorità e gli invitati nella cripta del Sacrario, per un momento di preghiera.
Nella mattinata, i comandanti provinciali dell’Arma e della Guardia di Finanza, Alessandro Carboni e Antonino Magro, hanno posto un cuscino e un mazzo di fiori al cimitero di Mossa, sulla lapide che ricorda i Martiri del Podgora e sulla tomba del brigadiere Antonio Ferraro, caduto nella strage di Peteano. —
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