Ancora un rogo doloso sul Carso: bruciati 4.000 metri quadrati di vegetazione a Col di Monrupino
L’incendio è divampato attorno alle 18.30 di lunedì 10 agosto. Indagini a Trieste e Gorizia, ormai è un'emergenza. Investigatori a caccia dei piromani per arrestarli

È con molta probabilità di natura dolosa anche l'ultimo incendio scoppiato sul Carso. Si tratta di quello divampato nel tardo pomeriggio di lunedì 10 agosto, attorno alle 18.30, a Col di Monrupino.
La pista del dolo è confermata dal Corpo forestale che ha operato a fianco dei pompieri e della Protezione civile. Evidentemente sono stati rinvenuti indizi sul posto a conferma di questa tesi investigativa.
Il rogo, esteso in particolare nella zona tra Fernetti e Zolla, come evidenziato dai Vigili del fuoco, ha distrutto 4.000 metri quadrati di vegetazione.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del Corpo forestale di Trieste e Monfalcone e i volontari delle squadre Antincendio boschivo di Breg, Duino e Sgonico per una ventina di operatori in totale, oltre ai pompieri.
Dopo lo spegnimento sono proseguite le attività di bonifica, tutt'ora in corso.

Gli incendi tra il Carso triestino e goriziano, che stanno causando effetti devastanti anche sulla fauna, vengono innescati a un ritmo ormai quotidiano come si è visto nelle ultime due settimane. È una vera e propria emergenza.
Secondo gli investigatori sono in azione vari piromani.
Sono in corso indagini specifiche da parte della polizia e dei carabinieri (e degli stessi vigili del fuoco per la raccolta di reperti e l'analisi dei roghi) per rintracciare e arrestare i piromani.
Gli investigatori stanno passando al setaccio telecamere e testimonianze. Con molta probabilità saranno presto avviate perizie sulle celle telefoniche delle varie zone pese di mira in questo periodo.
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