Carta della cultura per studenti
Una Carta della cultura per permettere agli studenti di vedere gratis mostre, spettacoli e concerti, acquisendo crediti formativi come se andassero a lezione. La propongono gli artisti di TriesteRIParte, il festival di musica, teatro e arti visive che ha chiuso al Miela con l'allegria dei Makako Jump, dopo una tre giorni di continuità scenica, che ha visto sul palco susseguirsi oltre quaranta attori e musicisti, tra cui la Maxmaber Orkestar, Pino Roveredo, Maurizio Zacchigna e un'acclamatissima Irene Serini nelle vesti di Moana Pozzi (regia di Marcella Serli). «Il Festival (che dopo l'edizione romana - dal 21 al 26 maggio - tornerà a Trieste a ottobre, ndr) è stato anche l'occasione per promuovere un fondo capace di rilanciare la cultura a Trieste, in Italia e altrove – spiega il direttore artistico Paolo Fusi -. La Carta della cultura permetterebbe, senza l’aiuto di nessun partito e movimento politico, di essere trasformata subito in legge, risolvendo il problema della cultura indipendente e senza costare un centesimo alla mano pubblica». Da qui l'assemblea di venerdì sera al Miela, organizzata per discutere la proposta con l'Università (presente il delegato del rettore, Enrico Tongiorgi, il candidato rettore Maurizio Fermeglia e gli studenti); Provincia (assessore Adele Pino), gli insegnanti (Novella Conuzzi), gli editori (Alessandro Orlandi della casa editrice Lepre) e i candidati alle regionali, tra cui Gianni Torrenti (Pd); Giulio Lauri (Sel); Emiliano Edera (Cittadini); Alessia Rosolen (Un'altra Regione). Cos'è la Carta della cultura? «Sottoforma di una tessera magnetica – riprende Fusi - essa fa leva sui principi contemplati nell'Agenda digitale dell'Unione europea».
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