Cartello fascista appeso in un ufficio comunale Scatta l’indagine interna

Lo slogan pro Mussolini era in viale Miramare Polidori: «Subito informata la Polizia locale» 

IL CASO



“Noi fascisti. Le camicie nere di Benito Mussolini”. Il cartello rigorosamente nero con tanto di aquila con fascio littorio, così come raffigurata nelle bandiere di guerra della Rsi, è stato trovato esposto in un ufficio del Comune, nella sede di viale Miramare. Il vicesindaco Paolo Polidori riferisce, a questo proposito, di aver subito informato il comandante della Polizia locale Walter Milocchi «per fare le indagini del caso. Non abbiamo idea se sia stata una bravata, uno scherzo o un atto voluto. Se ci fosse stata la flagranza sarebbe stato tutto più semplice. Qui parliamo di una cartolina che chiunque potrebbe aver messo in quel posto. In ogni caso appena mi hanno segnalato la vicenda ho attivato subito la Polizia locale per fare tutti gli accertamenti necessari».

Dalla municipale confermano che tali accertamenti sono in corso e aggiungono dunque che fino alla chiusura delle indagini non si possono fornire ulteriori indicazioni. Ad oggi la legge applicabile per casi del genere è la Mancino del 1993, che è andata a modificare la legge Scelba del ’52 che puniva l’apologia del fascismo. Il problema è che in nessuna delle due norme si parla chiaramente di poster o manifesti, ma si fa riferimento alla punizione di chi “pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. Esisteva una proposta di legge di Emanuele Fiano, fatta nel 2017 e mai approvata, nella quale si voleva punire anche la “propaganda, le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”.—



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