Catturato il ladro di automobili: il covo era in una casa a Muggia
L’uomo, 41 anni, è uno sloveno. Colpiva nel suo Paese e si nascondeva in Italia: nell’abitazione rinvenute decine di chiavi, cellulari e uno strumento anti allarmi

Faceva il pendolare il malfattore sloveno specializzato in una serie di reati oltre confine, dai furti di automobili alla falsificazione di documenti: agiva in Slovenia e poi si rifugiava a Muggia, dove aveva un’abitazione. Spostandosi in Italia pensava così di eludere le indagini sul suo conto e depistare gli investigatori dei due paesi.
Ma ormai le forze dell’ordine gli erano addosso: il malvivente viaggiava da una parte all’altra del confine, ma a un certo punto è stato notato e catturato dai Carabinieri di Trieste grazie a un mandato di arresto europeo emesso a suo carico dall’autorità giudiziaria slovena.
L’uomo, quarantun anni, era ricercato per furto aggravato, appropriazione indebita, uso di atti falsi e falsificazione di documenti.
Sono stati i militari di via Hermet a riconoscere il ricercato. Lo hanno sorpreso a Muggia mentre si accingeva a salire a bordo di una macchina in compagnia di una donna. L’uomo è stato quindi fermato e identificato. I Carabinieri hanno avviato subito accertamenti specifici sul veicolo ed è emerso che la targa apparteneva a un’altra vettura.
Il mezzo, successivamente sequestrato, è stato dunque immediatamente perquisito. Dentro all’abitacolo, nascosta, c’era un’altra targa. A quel punto l’attività investigativa dei militari è proseguita nella casa della coppia, a Muggia.
All’interno dell’alloggio sono stati rinvenuti numerosi contratti di noleggio e compravendita di veicoli, decine di chiavi di autovetture, telefoni cellulari, schede sim usa e getta e un dispositivo “jammer”, comunemente utilizzato per disturbare le frequenze dei sistemi di localizzazione e allarme. Serviva per rubare le auto.
«Al termine degli accertamenti – specifica un comunicato stampa diramato dal Comando provinciale dell’Arma – l’uomo è stato arrestato in esecuzione del mandato di arresto europeo». L’indagato ora è in carcere al Coroneo a disposizione dell’autorità giudiziaria. «L’operazione – aggiunge la nota – si inserisce nell’ambito dell’attività di controllo del territorio e contrasto alla criminalità transfrontaliera, confermando ancora una volta l’efficacia del costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela della legalità e della sicurezza pubblica».
L’inchiesta mira a risalire a l’intero traffico che gestiva il “pendolare” sloveno: a chi appartenevano tutte quelle chiavi trovate nell’abitazione di Muggia? Tipologia e codici andranno innanzitutto confrontate con i dati riportati nelle denunce di furto di auto sporte in Slovenia.
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