Case popolari sfitte da anni e all’interno regna la muffa

Bonaventura Monfalcone-20.08.2019 Quartiere del Sochet-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-20.08.2019 Quartiere del Sochet-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

«Quando piove di sghembo, l’acqua entra dalle finestre sui tre pianerottoli e si formano cascatelle d’acqua all’interno che, se per caso passa di lì un anziano e scivola ci scappa il morto». È Paola, una residente, a mostrare i segni dell’intonaco gonfiato e poi scrostato per l’azione dell’umidità nel vetusto condominio (di proprietà comunale, ma gestito dall’Ater) in cui risiede. Non da poco, ma dal lontano 1974, quando il complesso risultava già inaugurato da circa 5 anni. Un grosso problema, quello delle infiltrazioni d’acqua all’interno dello stabile. Patito da più famiglie che lamentano presenza di muffa e reclamano interventi straordinari. Sul soffitto del bagno dell’alloggio in cui risiede Paola, in effetti, nonostante il torrido mese d’agosto, la siccità e i frequenti interventi di pulizia, si scorgono le macchie scure, tipiche del deposito di spore.

Un altro problema è costituito dagli alloggi sfitti. «Al secondo piano, sotto il mio appartamento, c’è una casa chiusa da sei anni: nessuno viene a svolgere, se non sporadicamente, visite o manutenzioni», aggiunge Paola. Conferma la dirimpettaia del vano disabitato: «Le poche volte in cui l’uscio viene aperto è un “bosco” di muffa. È tutto nero». Anche al primo piano c’è un’abitazione sfitta ormai da due anni. Non sono gli unici due casi nei paraggi.

Il problema della muffa è segnalato anche da Silvia, che vive in un altro blocco di appartamenti: «Ho chiesto all’Ater l’inserimento di un cappotto, ma anche qui – spiega la donna – un no secco. Io da sola, con l’autorizzazione dell’Agenzia, ho già svolto 30 mila euro di lavori per sistemare l’appartamento. Avrei voluto magari acquistarlo, ma gli uffici mi hanno spiegato che il Comune non rinuncerà mai per avere sempre degli alloggi da assegnare in caso di necessità». Insomma, un vicolo cieco. –

Ti. Ca.

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