Caso Alina: indagini prorogate dei sei mesi

Caso Alina, altri sei mesi di accertamenti sull’attività dell’ufficio stranieri. Il pm Massimo De Bortoli ha chiesto e ottenuto dal gip la proroga delle indagini preliminari. Il provvedimento è...

Caso Alina, altri sei mesi di accertamenti sull’attività dell’ufficio stranieri.

Il pm Massimo De Bortoli ha chiesto e ottenuto dal gip la proroga delle indagini preliminari. Il provvedimento è stato notificato nei giorni scorsi a tutti gli indagati. Si tratta dell’ex responsabile dell’ufficio stranieri della Questura, Carlo Baffi, del suo vice Vincenzo Panasiti e di sei poliziotti ritenuti a vario titolo coinvolti nella vicenda. Baffi è indagato per sequestro di persona e omicidio colposo. Medesime le accuse a carico di Panasiti. Dei sei poliziotti, due all’epoca in servizio al commissariato di Opicina, sono accusati di omicidio colposo e violata consegna. Gli ultimi quattro sono quelli già addetti alle pattuglie dell’ufficio immigrazione. Avrebbero gestito i cosiddetti trasporti e la detenzione nel commissariato di Opicina secondo modalità ritenute fuorilegge dalla Procura. La bufera dell'Ufficio immigrazione della Questura era clamorosamente esplosa nell’aprile dello scorso anno come conseguenza del suicidio di Alina Bonar Diachuk, una donna ucraina di 32 anni che era stata scarcerata due giorni prima in attesa di essere allontanata dall'Italia. Invece era stata portata al commissariato di Opicina. Era accaduto a cavallo di un week end. Nei fine settimana infatti non era in servizio un giudice che potesse convalidare i decreti di espulsione. (c.b.)

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