Caso-Apt, la segreteria del Pd prende le distanze da Gherghetta

Demartin, Presot e Zanella: «Il presidente ha confuso il ruolo di azionista di maggioranza con quello di politico. Esprimiano forte apprezzamento all’operato dei vertici aziendali»
Bumbaca Gorizia APT, studenti che prendono la corriera
Bumbaca Gorizia APT, studenti che prendono la corriera

Paolo Polli, presidente dell’Apt, preferisce non commentare. «Ci sono le sedi istituzionali dove parlerò. Scusate», le sue uniche parole. Il “no comment” è rigoroso. Non vuole parlare dell’improvviso terremoto al vertice dell’Azienda provinciale trasporti dopo la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, avvenuto al termine dell’assemblea dei soci di mercoledì.

Ma a parlare è il Partito democratico isontino non ci sta. Sì, sulla questione delle nomine del nuovo Consiglio di amministrazione dell’Apt prendono le distanze Roberta Demartin, Lorenzo Presot e Alessandro Zanella, ovvero i componenti della segreteria vicaria, preposti alla gestione transitoria a scavalco delle elezioni.

«Non è una questione personale legata ai nomi delle due neoelette consigliere, capaci e stimate dirigenti del Pd: troppo facile scivolare su questi aspetti - puntualizzano in una nota -. Se Enrico Gherghetta avesse privilegiato un metodo di selezione oggettivo e condiviso la scelta doveva essere diversa e non portare alla preoccupante presa di posizione del presidente del Cda Paolo Polli, al quale esprimiamo forte apprezzamento per aver fatto di Apt un modello di riferimento a livello regionale».

Il “triumvirato” va oltre e tira le orecchie a Gherghetta. «Il presidente della Provincia ha dimostrato di aver confuso i ruoli: il compito che gli era attribuito nell’assemblea Apt era quello di azionista di maggioranza di un’azienda che è patrimonio indiscusso dell’Isontino - sottolineano con estrema chiarezza Demartin, Presot e Zanella -. Questo ruolo andava tenuto separato dal ruolo del politico Enrico Gherghetta, dalla sua volontà percepibile di accelerare il consolidamento di una propria leadership nel partito provinciale, anche utilizzando quei vecchi schemi che il Presidente sembrerebbe voler mettere all’indice. Il Pd Isontino ha contribuito in maniera determinante al risultato di Debora Serracchiani con oltre 15.000 voti di lista, confermandosi il primo partito. Vogliamo leggere questo risultato come il bene più importante, risultato del convinto sostegno degli elettori, rispetto ai quali i dirigenti del partito debbono dimostrare di essere sempre all’altezza della situazione. Questo significa anche saper lasciare fuori dalla porta gli interessi di bottega quando si parla di Consigli di amministrazione di aziende pubbliche che, come nel caso di Apt, svolgono un ruolo strategico e che, come ampiamente sostenuto dal Partito Democratico, non devono essere luoghi di approdo ma qualificate cabine di regia. È vero, c’è un grande fermento nel Pd in questo momento, ma vogliamo credere che sia un fermento indicatore di modernità e di capacità di riportare la pluralità di tesi ad una linea organica e condivisa».

(fra.fa.)

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