Caso Running Festival Carini querela 2 testate
Non è ancora chiuso il caso Running Festival. Anzi, la vicenda potrebbe riservare ulteriori strascichi sotto il profilo giudiziario. Il responsabile dell’organizzazione e presidente di Apd Miramar, Fabio Carini, ha querelato infatti La Repubblica e il quotidiano on line Il Fatto Quotidiano per diffamazione a mezzo stampa: «per avere gravemente leso l’immagine, offeso l’onorabilità e la dignità della persona e dell’evento sportivo attraverso la pubblicazione di articoli totalmente fuorvianti rispetto a fatti e dichiarazioni relativi alla partecipazione di top runner africani alla 24ª Trieste Half Marathon».
Come si ricorderà, lo scorso aprile non erano mancate le polemiche e del caso si era occupata anche la stampa internazionale, dal New York Times al The Guardian fino al sito News.Cina. La scelta di non invitare gli atleti africani, nonostante la successiva marcia indietro, aveva fatto discutere. Tutto era nato dalle dichiarazioni di Carini, che presentando l’evento aveva annunciato che non ci sarebbero stati gli atleti africani perché «spesso vittime di manager senza scrupoli». «Solo una provocazione – aveva spiegato poi lo stesso organizzatore –. Inviteremo anche atleti africani, lavorando con quei procuratori che siano in grado di garantire un comportamento trasparente».
Assolto da ogni accusa di razzismo due settimane fa dal tribunale della Fidal, Carini va al contrattacco: «La libertà di stampa è una grande conquista, ma auspico che una società civile ed evoluta – dichiara – mai permetterà agli organi di stampa, come a chiunque attraverso i moderni sistemi di comunicazione, di travisare e mistificare impunemente la realtà, utilizzando l’insulto come strumento per esprimere e indirizzare opinioni. Sì a libertà di stampa, no a quella di insulto e mistificazione». —
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