Inchiesta Castelreggio, sotto la lente della Procura cene, alloggio a Madonna di Campiglio e l’autonoleggio in Francia
La funzionaria del comune di Duino Aurisina è indagata per corruzione. Secondo l’ipotesi avrebbe beneficiato di tali favori in cambio della condivisione di informazioni riservate sull’appalto della concessione balneare

Il noleggio di un veicolo in Francia lo scorso settembre. Il soggiorno in un b&b a Madonna di Campiglio l’inverno scorso. Due cene al ristorante. Sono queste le presunte utilità che la funzionaria comunale di Duino Aurisina ora indagata per corruzione avrebbe ricevuto dagli amministratori di fatto della società Disa Parking Solutions srl, dopo l’aggiudicazione dello stabilimento balneare di Castelreggio.
Secondo l’ipotesi degli inquirenti la dipendente pubblica, addetta ai servizi sul territorio, ne avrebbe beneficiato in cambio della condivisione di informazioni riservate sull’appalto della concessione balneare e della disponibilità a favorire l’attività della srl con sede a Torre del Greco (Napoli).
I presunti favori sono al centro di uno dei due filoni dell’inchiesta che ha scosso il Municipio. Tre le figure attualmente indagate per corruzione. Si tratta appunto della dipendente e di padre e figlio campani, ritenuti i dominus della Disa Parking Solutions srl, che a maggio del 2025 si era aggiudicata la concessione balneare presentando una maxi offerta, dopo due aste andate deserte. Sul caso indaga, già da luglio dell’anno scorso, la Direzione investigativa antimafia (Dia) di Trieste, diretta dal sostituto procuratore Federico Frezza. Tutto sarebbe partito da un controllo antimafia negli appalti pubblici.
Nelle scorse settimane i tre soggetti sono stati raggiunti da un decreto di perquisizione. Gli operatori della Dia hanno perquisito le rispettive abitazioni e anche la sede di lavoro della donna, cioè l’ufficio comunale, alla ricerca di elementi utili alle indagini. I cellulari e i dispositivi elettronici in uso agli indagati sono stati sequestrati al fine di fare copia forense delle chat. Dal canto suo la signora, dipendente comunale di lungo corso, ha respinto fin da subito le accuse a suo carico. Già nei giorni scorsi, quando il nostro quotidiano ha diffuso la notizia, la funzionaria ha negato nel modo più assoluto lo scambio di favori. Per il tramite del suo difensore Andrea Busetti, l’indagata si è detta pronta a spiegare tutto alle autorità inquirenti, confidando di poter dissipare ogni sospetto a suo carico. Anche gli altri due coindagati hanno negato gli addebiti, come ha riferito il loro legale Antonio Cirillo. Padre e figlio assicurano fin d’ora la massima collaborazione con la Procura, in attesa della conclusione delle indagini preliminari.
In parallelo al binario sulle presunte condotte corruttive, scorre quello relativo ai presunti reati fiscali contestati al più anziano dei due dominus (il padre) e ad altri due soggetti campani ritenuti prestanome della società. L’uomo avrebbe debiti con l’Erario che sfiorano i 900.000 euro, così - stando all’ipotesi investigativa - avrebbe intestato la società Disa Parking Solutions ad altri due individui, pur mantenendo l’amministrazione effettiva nell’ambito della propria famiglia. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di una manovra fittizia volta a evitare che lo Stato possa aggredirne i beni. In contemporanea l’indagato sarebbe stato destinatario di cospicue fatture mensili emesse dalla srl. Da qui le ipotesi di reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte o trasferimento fraudolento di valori e di dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti. Nell’ambito della concessione balneare, padre e figlio avrebbero poi coinvolto la funzionaria che seguiva la gara in condotte illecite. Ed è qui che si innesta il filone corruttivo.
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