Catturato un altro torturatore di Ovčara

L’uomo, oggi 46enne, aveva 17 anni quando assieme a militari serbi avrebbe compiuto sevizie ai danni dei civili prigionieri
La fattoria della morte a Ovčara, teatro della strage nel novembre del 1991
La fattoria della morte a Ovčara, teatro della strage nel novembre del 1991

ZAGABRIA Solo a pronunciarlo, il luogo del terribile massacro nei pressi di Vukovar di circa 200 prigionieri civili croati, fa tremare i polsi. Stiamo parlando di Ovčara, la fattoria della morte dove la vita, di un croato, valeva meno di un soldo di cacio per i soldati serbi che avevano appena conquistato la città martire.

Erano per lo più militari di quel che restava dell’Armata popolare di Jugoslavia, in pratica solo serbi, agli ordini oramai dell’allora vojvoda Slobodan Milošević. Correva l’anno 1991, il mese: novembre e giusto per non farsi mancare atrocità alcuna a un gruppo di circa 22 prigionieri fu promessa la libertà. Furono così instradati su un campo minato e costretti a correre altrimenti venivano uccisi dai kalashnikov dei soldati serbi.

Ebbene la polizia croata ha arrestato in questi giorni un uomo sospettato di aver commesso crimini contro prigionieri di guerra proprio nella fattoria maledetta. L’arresto è avvenuto nella zona del villaggio di Negoslavci. L’uomo ha 46 anni e all’epoca dei fatti contestatigli ne aveva appena 17 quando insieme a due sospetti arrestati il mese scorso e ai membri delle unità paramilitari serbe, ha partecipato al brutale abuso fisico dei prigionieri di Ovčara. «La polizia presenterà un rapporto speciale all'ufficio del procuratore dello Stato della contea di Osijek, come supplemento alla precedente accusa penale (degli altri due uomini)», si legge nel comunicato della polizia e come riportato dall’agenzia Birn.

Ricordiamo che Vukovar è stata assediata dalla fine dell'agosto 1991 dall'Armata popolare jugoslava e dai paramilitari serbi. I difensori della città croata si sono arresi il 18 novembre, dopodiché tutta la popolazione non serba è stata espulsa, e un certo numero di prigionieri di guerra e civili sono stati deportati nelle prigioni e nei campi di detenzione in Serbia, mentre più di 200 persone sono state giustiziate nei dintorni dell'Azienda agricola Ovčara e in altre località vicine.

Oltre 3.000 soldati e civili sono morti durante l'assedio di Vukovar, tra cui anche 86 bambini. Gli ufficiali di grado più alto ad essere condannati per crimini legati a Vukovar sono stati gli ex ufficiali dell'Armata popolare jugoslava Veselin Sljivančanin e Mile Mrkšić, che sono stati processati dal Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia dell'Aja.

Sljivančanin è stato dichiarato colpevole nel 2007 ed è poi tornato in Serbia dopo aver scontato i due terzi della pena nel 2011. Anche Mrkšić è stato dichiarato colpevole nel 2007 ed è morto mentre stava scontando la pena in un carcere del Portogallo nel 2015.

Adesso, con questo nuovo filone di indagine e di arresti, gli inquirenti sperano di fare piena luce anche sulla catena di comando che portò alla strage di Ovčara. —

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