C’è anche Andrea Illy fra i Cavalieri del Lavoro

La nomina dal Quirinale: «Un riconoscimento all’azienda tutta, onorato che giunga dallo Stato. Mi sta a cuore l’equilibrio fra impegno privato e interesse generale»

TRIESTE. Lo dice subito dopo essersi dichiarato «molto onorato»: la nomina a Cavaliere del Lavoro che il Presidente Sergio Mattarella gli ha conferito ieri è, nei suoi pensieri, «un Cavalierato della illycaffè tutta» dietro il quale c’è «un prestigio costruito da chi mi ha preceduto, dai familiari che lavorano con me e mi sostengono, dai manager, dai collaboratori. Una soddisfazione di tutti». È questo il primo commento di Andrea Illy, insignito dell’onorificenza assieme ad altri 24 fra manager e imprenditori, in un elenco in cui - da Moncler a Piquadro - figura una parte dell’eccellenza del made in Italy. E in cui si contano tre figure del Nordest: Pierantonio Riello, presidente dell’ononima spa, e Ennio De Rigo Piter, della De Rigo Vision Spa.

La nomina peraltro fa salire a tre quelle conferite nell’ambito della famiglia che dal 1933 lega il proprio nome all’azienda triestina divenuta leader mondiale nella produzione e commercializzazione del blend illy: nel 1994 fu insignito Ernesto Illy; sette anni fa è toccato ad Anna Illy. Dopo i genitori ecco Andrea, alla guida di una società che punta al raddoppio del fatturato entro il 2027. Primo torrefattore italiano a sbarcare - nel 1980 - negli Usa, l’azienda coi suoi oltre 1270 dipendenti ha toccato il 65% di quota export sul totale fatturato e vuole crescere ancora: negozi monomarca, e-commerce, espansione ulteriore nei nuovi mercati... E con Andrea Illy ha posto sempre più l’attenzione anche verso la sostenibilità sviluppando anche un rapporto forte con l’arte contemporanea.

Quello di ieri non è certo il primo riconoscimento alla carriera. Ma ha un sapore particolare, che traspare chiaro dalle parole di Andrea Illy: perché «è un riconoscimento ufficiale dello Stato» che giunge «in un momento in cui trovo miracoloso» che il Capo dello Stato «sia riuscito anche a prendere queste decisioni in una situazione così difficile come quella che si è trovato a gestire». Situazione «che conferma che l’istituzione del Presidente della Repubblica è molto solida, affidabile e autorevole, e lo ha dimostrato una volta di più: ciò mi rinforza nel senso civico del rispetto delle istituzioni, che auspico sarà sempre più diffuso anche tra i concittadini». E c’è poi un filo rosso da rimarcare: «Mi sta a cuore il cercare sempre di equilibrare l’impegno privato nella propria impresa con una quota parte del perseguimento dell’interesse generale: in famiglia l’abbiamo sempre fatto, io lo faccio in ambito associativo, in particolare per lo sviluppo e valorizzazione del made in Italy dell’eccellenza: è un modo di lavorare fianco a fianco con le istituzioni, perché sempre di più si vede la necessità di un rapporto pubblico-privato per fare accadere le cose». Il Cavalierato quindi anche come impegno rafforzato «nel cercare sempre più di portare alta la bandiera del Paese». Anche come presidente della Fondazione Altagamma: «Ieri l’altro abbiamo presentato a Montecitorio il libro “Strategie per l’eccellenza” - dice Andrea Illy - che raccoglie una proposta di strategia per il Paese su come rafforzare la competitività di un comparto molto solido e attraverso questo dare un contributo allo sviluppo economico: un impegno importante per una comunità affiatata nel cercare di fare il meglio per l’Italia».

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