Ceccherini resiste: «Fantin e Fleda sono ancora al mio fianco»

Il presidente considera dimissionari solo Garizio e Maronese e vuole restare in sella 

il retroscena

«Il Consiglio di amministrazione non è caduto, io sono ancora qui e andiamo avanti, per confrontarci poi nell’assemblea del 19 luglio». Il presidente della società consortile Duca d’Aosta Adriano Ceccherini non lascia e anzi rilancia, smentendo innanzitutto le voci che parlano delle dimissioni in blocco di tutti i componenti del cda, che a questo punto, spiega, è stato abbandonato solo da Fabio Garizio e Petra Maronese. «Ho parlato con Elisa Fantin e Fabio Fleda, che sono ancora con me, e dunque il Consiglio di amministrazione non è caduto – spiega Ceccherini –. Era importante non gettare alle ortiche tutto quanto è stato fatto, e mantenere in piedi la società, poi potremo trovare la formula migliore per continuare».

Una formula che potrebbe anche essere quella dell’amministratore unico, ruolo che, pur senza necessariamente avanzare candidature in questa fase, Ceccherini sarebbe disponibile a ricoprire. «Non dipende da me la scelta e non spetta a me avanzare candidature, ma quello che posso dire è che credo che il lavoro che è stato fatto sin qui parli per me, e dunque i soci siano ben disposti nei miei confronti – dice il presidente della consortile –. Per il resto, tutte le chiacchiere da bar o da social network che si ascoltano o si leggono stanno a zero, e anzi andrebbero fermate, perché non sono costruttive e danneggiano l’aeroporto, la città e i cittadini. Cosa possono pensare, le altre strutture italiane o straniere, o i turisti e gli addetti ai lavori, ascoltando voci sull’aeroporto che non fanno altro che generare confusione?».

Voci, alle quali Adriano Ceccherini contrappone risultati come l’hangar Gleiwitz «pieno di aeroplani», e i numerosi voli turistici atterrati in questi ultimi tempi in via Trieste.

«Riscontri positivi non di poco conto – sottolinea il presidente della Duca d’Aosta –, e anche forse superiori a certe attese. Per questo dico non solo che si può continuare, ma che si deve continuare in questo lavoro, rimboccandosi le maniche, perché sono convinto che anche se la strada è ovviamente lunga e difficile, i risultati arriveranno». Certo però l’evoluzione delle ultime ore, con l’incontro convocato dal sindaco per domani mattina con i soci della consortile, e l’intenzione di cambiare nuovamente l’assetto (e come abbiamo visto forse anche la sostanza) della società, possono essere interpretati come una mancanza di fiducia nell’attuale gestione. Una posizione peraltro espressa dal voto del Consiglio al piano industriale di ristrutturazione. Ceccherini però non la vede in questo modo: «Non parlerei di mancanza di fiducia – spiega –, e ribadisco in tal senso di ritenere che il sindaco Ziberna sia ben disposto nei miei confronti. Anche per questo ho tenuto in vita il cda».

Nelle prossime ore è comunque probabile che le diverse posizioni vengano chiarite ulteriormente, e dopo l’assemblea dei soci del 19 luglio l’assetto del Consiglio d’amministrazione (rinnovato nei suoi componenti o ridotto ad una figura unica) pare destinato comunque a cambiare. —

M. B.

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