“Censura” e poi querela Deiuri e De Simone: «Soviet a San Canzian»
SAN CANZIAN
Approderà una mozione di “censura”, a firma della maggioranza di centrosinistra, nel prossimo Consiglio comunale di San Canzian. Riguarda i consiglieri della lista di centrodestra Per San Canzian Ciro De Simone e Giorgia Deiuri. L’accusa? Quella di aver provocato, con le loro parole durante e dopo l’ultima seduta in aula, una presa di posizione di cittadini e di alcuni amministratori dell’Isontino nei confronti del Comune. Da qui un danno di immagine al sindaco Claudio Fratta e al consigliere Debora Zoff che avrebbe fatto venir meno la fiducia nei confronti dei consiglieri De Simone e Deiuri. Tanto da voler impegnare il Consiglio comunale a far sì che i consiglieri di opposizione presentino una smentita ufficiale, verificando in caso contrario se ci siano gli estremi per una denuncia per diffamazione.
«Sembra di essere in Unione Sovietica – dicono De Simone e Deiuri –. Si vuole punire qualcuno per le libere opinioni e valutazioni personali espresse da altri». Per De Simone e Deiuri la mozione rappresenta quindi «un tentativo di intimidazione politica, irricevibile, priva del più elementare senso logico, e inqualificabile per la bassezza del livello politico e per la mancanza del rispetto della democrazia che essa denota». «E non abbiamo alcun problema nel rispondere che la fiducia che a noi interessa non è quella del sindaco, ma quella dei cittadini che ci hanno investiti della carica con libere elezioni democratiche», aggiungono i due consiglieri. Per nulla preoccupati. «Facciano pure: di sentenze giurisprudenziali, anche recentissime, che dovrebbero dissuaderli ce ne sono in abbondanza», affermano, aggiungendo, però, come la mozione «testimonia senza ombra di dubbio la condizione di un’amministrazione che ormai ha smesso da tempo di “governare” San Canzian, e preferisce “amministrare il potere”, che dopo 70 anni ritiene provenirgli dal Cielo». «Sappia il sindaco che noi non scappiamo, non ci nascondiamo, ma saremo presenti, martedì, per rispondergli a viso aperto». —
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