L’ex centro San Giuseppe di Gorizia venduto dalla Diocesi: diventerà uno studentato
Sarà il terzo dopo Palazzo de Bassa e la struttura transfrontaliera in piazza Vittoria. Ad acquistarlo la società Vita student di Brescia. Redaelli: «Ottime prospettive»

Sarà perché la Capitale europea della cultura ha acceso i riflettori su questo territorio, sarà perché le quotazioni immobiliari restano molto vantaggiose ma, a Gorizia, si registra un inedito “movimento” anche relativamente agli stabili più pregiati. E tale vivacità non può che rendere soddisfatti. Qualcosa sta cambiando.
Dopo Palazzo Paternolli (trasformato in casa dello studente e, oggi, di proprietà dell’Università di Nova Gorica), il vecchio albergo Transalpina (il gruppo Visconti realizzerà una foresteria per i docenti sempre dell’Ateneo sloveno) e l’ex Banca d’Italia (destinata ad ospitare uffici della Regione), un altro storico edificio di Gorizia passa di mano.

Il centro San Giuseppe
L’Arcidiocesi di Gorizia, proprietaria della struttura, lavorando sottotraccia, comunica di aver siglato il contratto di alienazione dell’immobile di via Vittorio Veneto, già sede dell’asilo San Giuseppe.
Ad acquistare l’edificio è la “Vita student srl”, società facente parte del gruppo societario riconducibile a “Vita spa” con sede a Berlingo, in provincia di Brescia. Non vengono fornite le cifre dell’operazione. Su questo tema, le bocche dell’Arcidiocesi rimangono rigorosamente cucite. E non stupisce perché la stessa cosa capitò, qualche anno fa, quando la stessa diocesi vendette una parte del complesso della Stella Matutina.

«Da parte dell’acquirente - spiega l’amministratore apostolico Carlo Roberto Maria Redaelli - si procederà alla ristrutturazione integrale per realizzare uno studentato universitario». Soddisfatto il sindaco Rodolfo Ziberna: «Non posso che esprimere vivo apprezzamento per la notizia. I motivi di soddisfazione sono molteplici, a cominciare dal fatto che recuperando un edificio storico della città saranno ulteriormente rafforzati i servizi di attrattività universitaria, colmando la lacuna della scarsità di posti letto per gli studenti fuori sede». Sulla stessa lunghezza d’onda la vicesindaco Chiara Gatta.
Parla di «passaggio significativo per la nostra città che coniuga visione, recupero del patrimonio e attenzione concreta al diritto allo studio». Fa eco l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Sarah Filisetti: «Guardiamo con favore e apprezzamento a tutte le operazioni che, nel rispetto del valore storico del patrimonio immobiliare esistente, promuovono rigenerazione urbana, investimento privato qualificato e servizi utili alla comunità».
La voce dell’Arcidiocesi
L’Arcidiocesi di Gorizia fornisce altri particolari. E, oltre ad annunciare che l’operazione è stata messa nero su bianco ed è andata a buon fine, sottolinea la soddisfazione per la destinazione di un edificio che fa parte della storia della città e di borgo San Rocco.
«Eravamo da tempo impegnati - prosegue l’amministratore apostolico Carlo Roberto Maria Redaelli - nella ricerca di un acquirente che, in qualche maniera, garantisse il proseguimento di quel servizio alle giovani generazioni per cui il San Giuseppe è sorto e a cui ha fatto riferimento nel corso di gran parte della sua storia». L’operazione, insomma, è stata fatta seguendo due direttrici: la prima, appunto, ha riguardato la destinazione. La seconda, invece, concerne la “solidità” della società che ha acquistato l’immobile. E, vista l’esperienza e le referenze dell’azienda investitrice, la trattativa si è messa subito in discesa. Ovviamente, ora ci vorrà un investimento milionario per la sistemazione: l’edificio appare in buone condizioni ma va adeguato. Arredi all’interno non ci sono e una parte è tutelata dalla Soprintendenza.
La società acquirente
Il Gruppo Vita ha vent’anni di esperienza e conta dieci società controllate. Il capitale sociale assomma (dati desunti dal sito web dell’azienda della provincia di Brescia) a 15 milioni di euro.
In sintesi, è una realtà che ha già realizzato studentati ma si occupa anche della progettazione e realizzazione di edifici industriali, della riqualificazione sismica e energetica, del restauro e ristrutturazione di edifici esistenti «garantendo qualità e tempestività». —
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