Cherso, due progetti per il ponte pedonale sopra il porticciolo



È una necessità che si ripropone da decenni, senza mai trovare uno sbocco pratico. L’altro giorno, nel pianoterra dell’edificio che ospita la Comunità degli Italiani di Cherso è stato presentato il progetto degli architetti giapponesi Hideyuki Nakayama e Tetsuo Kondo sulla costruzione del ponte pedonale che unirebbe i due moli posizionati all’ingresso del porticciolo chersino. In realtà sono stati esposti due progetti, diametralmente opposti tra essi: uno diciamo versione classica e semplice, l’altro definito avveniristico. Entrambi rientrano nel progetto denominato Fiume capitale europea della Cultura 2020, con iniziative che vanno a toccare 27 località dei dintorni del capoluogo quarnerino.

Tra queste, Cherso città, che ha proposto la rivitalizzazione del suo antico nucleo cittadino, individuando nei partner nipponici i possibili realizzatori di una struttura che andrebbe a collegare la parte ovest e quella Est del capoluogo isolano. Tenendo in considerazione il continuo allargamento della città e il fatto che prossimamente il catamarano della tratta Fiume–Cherso–Lussino attraccherà nel nuovo terminal, il ponte pedonale tra i due moli diventa un fabbisogno impellente. Per questo motivo, a Cherso è stato istituito un team preposto alla sua costruzione di cui fanno parte Jadranka Blatt, Tanja Kremenić, Marko Purić, Karmen Surdić, nonché la responsabile dell’organismo, Inge Solis, quest’ultima curatrice del Museo chersino.

«Ci sono state critiche nei riguardi dei due progetti – ha detto – in quanto stonerebbero con l’aspetto medievale del porto. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad un compromesso, per dare ai chersini e ai loro vacanzieri un ponte accettabile e funzionale. Posso rilevare che il progetto è stato accettato anche dal vice sindaco Marin Gregorović, che nello stesso tempo è presidente del consiglio direttivo dell’Autorità portuale chersina». –



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