Chiazza nelle acque vicino alla Riserva Mistero sull’origine

Una vasta chiazza comparsa sulla superficie del mare, a pochi passi dall’Area Marina Protetta di Miramare, ha richiesto ieri mattina l’intervento della Capitaneria di Porto. La segnalazione è partita attorno alle 9.30 da alcuni ricercatori, impegnati nella Riserva in un'uscita di monitoraggio.
I mezzi, interventi tempestivamente, hanno effettuato un’attività di campionamento insieme all’Arpa per capire il tipo di sostanza, che inizialmente aveva fatto pensare al personale della riserva alla presenza di idrocarburi. Ma in realtà la macchia, come riferito dalla stessa Capitaneria, non appariva oleosa.
Saranno i risultati degli esami, nei prossimi giorni, a fornire chiarimenti e informazioni utili. È stata avviata quindi anche un’operazione di pulizia, grazie un’apposita imbarcazione, adatta al disinquinamento superficiale mediante skimmer aspiratori, intervenuta in coordinamento con il ministero dell’ Ambiente. Tutto si è concluso poco prima delle 15. «Eventi simili sono molto rari nello specchio acqueo antistante Miramare e quando si verificano, come oggi, è di fondamentale importanza il servizio di prevenzione dall'inquinamento coordinato dalla Capitaneria di Porto di Trieste - spiega il direttore dell'Area Marina Protetta Miramare Maurizio Spoto -. Servirà ora capire da dove sia arrivata la macchia e di che sostanza si tratti. Potrebbe essere una fuoriuscita di liquido da un’ imbarcazione affondata o potrebbe derivare da un’azione di lavaggio, ma per ora si tratta solo di ipotesi. A memoria comunque - sottolinea - situazioni di questo tipo accadono nelle acque dei porti industriali, qui da noi è qualcosa di veramente strano. Aspettiamo - ribadisce - di capre l'esito dei campionamenti». —
m.b.
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