Chiazza oleosa lunga 300 metri Interdetto il Canale Est Ovest

Una scia di materiale oleoso, con ogni probabilità idrocarburi, lunga quasi come tre campi di calcio messi uno vicino all’altro, ha provocato da domenica e fino a ieri alle 17 il blocco della navigazione sul canale Est Ovest. L’interdizione è avvenuta per ordinanza sindacale, dopo che si è reso evidente la difficoltà di contenere lo sversamento accertato sabato mattina, per il quale non sono state sufficienti le panne assorbenti in dotazione alla Protezione civile monfalconese, chiamata – come prassi – a intervenire per arginare il pericolo e impedire lo sfocio a mare dell’ampia chiazza.
Difficile, rifletteva ieri mattina il comandante della Polizia locale Rudi Bagatto, accorsa alla periferia est dopo la segnalazione dell’inquinamento sulle acque interne cittadine, quantificare con precisione l’entità del materiale trovato su quegli specchi acquei. Si sa però che la scia, in lunghezza, raggiunge tranquillamente i trecento metri.
E resta ignoto il responsabile dell’accaduto, ma le indagini sono state avviate dagli agenti del comando di via Rosselli, per risalire alla sua identità. L’Arpa è stata chiamata a rilevare ed esaminare il materiale oleoso rinvenuto in mare, dunque si attendono gli esiti dei prelievi. A ogni modo una delle ipotesi formulate dagli esperti tenderebbe a ricondurre lo sversamento a operazioni di lavaggio della sentina, «che però ovviamente non si possono condurre nel canale», precisa il comandante Bagatto. L’altra eventualità presuppone un guasto accidentale del motore di un’imbarcazione, per ora appunto sconosciuta.
In ogni caso un danno non da poco, anche perché per il contenimento della macchia si è dovuto ricorrere a una ditta privata specializzata di Trieste: le panne della Protezione civile, solitamente sufficienti ad arginare situazioni come questa, stavolta non sono bastate. Per consentire le operazioni di bonifica il sindaco ha emesso domenica specifica ordinanza, di carattere contingibile e urgente, per interdire la navigazione lungo il canale, ripresa ieri alle 17. «Se individuato – conclude Bagatto – il responsabile sarà chiamato a rispondere di inquinamento ambientale, colposo o doloso, a seconda che il fatto sia di natura accidentale, dovuto per esempio a un guasto, o meno». —
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