CHIESA, CATTIVO MOMENTO

Le nuove denunce di pedofilia, stavolta a un prete di Torino, non fanno bene alla Chiesa. Può darsi che don Gelmini venga assolto dall'accusa delle molestie sessuali che avrebbe esercitato su ospiti della sua comunità anti-droga. I drogati sono bugiardi: il cammino della droga è un cammino di menzogne a tutti i livelli, famiglia, scuola, amici, lavoro. Quindi, può darsi che don Gelmini se la cavi. Ma intanto non fa bene alla Chiesa, che nella sua biografia venga ripescato l'episodio per cui lui è finito in carcere per quattro anni. E se don Mazzi fa il teste a carico contro don Gelmini, lo spettacolo di prete contro prete non fa bene alla Chiesa.


Sono preti televisivi, la tv è il medium dell'esibizione, non fa bene ai preti. Può darsi che la reticenza della Chiesa sull'evasione fiscale venga rotta da un intervento del Papa in persona. Ma intanto, che alcuni preti dichiarino che l'evasione si può comprendere e giustificare, è un duro colpo per lo Stato. Può darsi che i Cus siano diversi dai Dico, ma sull'ostilità della Chiesa ai Dico resta il lapidario giudizio di Fassino: "La Chiesa va oltre il giusto", nel senso che l'omosessualità non può essere giudicata oggi come al tempo di Pio X. Insomma, non è un buon momento, per l'immagine della Chiesa. Ragioniamoci sopra, ma con una premessa: nel cervello di molti laici, radicali, marxisti e atei, serpeggia il pensiero che la Chiesa sia una istituzione scaduta o dannosa, e questo è un giudizio che a me pare una bestemmia contro l'umanità.


La Chiesa è una istituzione morale senza la quale tutta l'umanità, cristiana o no, sarebbe peggiore. Ma in questo momento non imposta bene i problemi che ha di fronte. Pedofilia. Ha sbagliato a spostare i preti pedofili invece di espellerli. Spostandoli, gli permetteva di continuare il reato. Per questo la Chiesa ha finito col pagare di tasca sua. La Chiesa è la prima vittima dei preti pedofili, e invece di pagare per loro, doveva dichiararsi parte danneggiata: come di fatto è. Eutanasia. Al malato inguaribile, che muore mettendoci anni e bevendo il dolore goccia a goccia, tutti coloro che lo circondano offrono amore: il medico che vuol continuare le cure perché questo è il suo compito, la legge che vuole lasciarlo morire "naturalmente", la Chiesa che lascia la fine della vita a colui che ne ha in mano l'inizio.


Ma anche l'amico del morente, che vuole aiutarlo a morire subito senza coscienza e senza dolore. Il medico ama la scienza, il magistrato ama la legge, solo l'amico che vuol far morire l'amico lo ama. La Chiesa non può maledirli tutti: lei ama Dio, non ama l'uomo che muore. Omosessuali. "Omicidio volontario e peccato impuro contro natura" erano i primi dei "sette peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio" nel Catechismo di Pio X. L'omosessuale equiparato all'assassino. Non può continuare così. Unità dei cristiani. Non procede. Gli altri cristiani temono che unendosi al Cattolicesimo sparirebbero. Il principio ratzingeriano che "tutta la verità è nella Cattolicità" è grandioso, ma non può essere la molla dell'unificazione. Tasse. Pagare la tasse è un dovere morale per tutti, cattolici in testa.


Se uno paga secondo gli Studi di Settore, e così paga meno, lo Stato lo assolve, ma la Chiesa non può. Assolutismo. Giuridicamente, la Chiesa Cattolica è una monarchia assoluta teocratica elettiva. Il problema sta nell"assoluta". Non dovrebbe emanare i "Motu Proprio", decisi dal vertice, senza ascoltar nessuno. "Ecclesia" vuol dire adunanza. Pena di morte. C'è un articolo nel Catechismo scritto da Ratzinger prima di essere Papa che la ammette: lo Stato legittimo può condannare a morte. Quell'articolo dovrebbe sparire. La vera coscienza cattolica non lo permette più. È la Chiesa che ha creato questa coscienza. È uno dei grandi meriti che ha, la cui lista sarebbe infinita. Non dovrebbe rinnegarli.

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