Chiude il sentiero Rilke Il principe va all’attacco

di Laura Borsani
Bilancio immobilizzato, impossibilità di pagare le ditte che devono o hanno già eseguito lavori. Ma a rischio sono anche tutti i progetti messi in campo dal Comune, come l’impiego dei giovani durante il periodo estivo, sfruttando il sistema dei voucher. Si tratta di un esperimento messo a punto dall’amministrazione attraverso tre macro-progetti. Un percorso voluto per dare un segnale di attenzione alla realtà giovanile, sostenendo in qualche modo le famiglie alle prese con le difficoltà economiche, permettendo ai ragazzi di pesare di meno sui genitori, quantomeno per le piccole spese. Ma il progetto ha soprattutto una valenza educativa, mettendo a contatto i giovani con la realtà lavorativa offrendo la possibilità di fare esperienza. Da qui la decisione di attivare per l’esercizio finanziario 2013 il percorso dei voucher, con la destinazione di circa 10mila euro complessivi. Il progetto è rivolto ai ragazzi dai 16 ai 25 anni residenti a Monfalcone. Una fascia d’età che rientra nelle iniziative promosse nell’ambito delle politiche giovanili, a fronte di un impiego collocato nel periodo estivo. Tre i progetti previsti: collaborazione nei Centri estivi comunali; attività promozionale del teatro; manutenzione del verde pubblico urbano. Un progetto che ora rischia di rimanere nel cassetto. Perché se è vero che il Governo nazionale ha sbloccato le risorse per permettere agli enti locali di onorare i conti con le imprese creditrici, e se la Regione sta muovendosi al fine di rivedere il Patto di stabilità, gli interrogativi e le “zone d’ombra” sono tutt’altro che superati. «Trovo scandaloso che si sia dovuto attendere tanto prima di intervenire con la revisione del Patto di stabilità - afferma il sindaco Silvia Altran -. Una revisione che sarebbe dovuta avvenire in tempi più ragionevoli, quantomeno nei due mesi precedenti. Gli uffici di Ragioneria degli enti locali sono stati messi davvero sotto pressione. Tuttavia, ciò non significa che i problemi siano risolti».Il Comune di Monfalcone, come tutti gli altri Comuni virtuosi che hanno saputo gestire i loro bilanci, è rimasto fermo al palo, non potendo adempiere ai pagamenti pur avendo i fondi necessari: «Ci siamo trovati con i soldi fermi in banca – evidenzia Altran – e con le ditte in attesa del loro giusto compenso per lavori già fatti. Dietro a queste ditte ci sono i lavoratori, e dietro di loro le famiglie». Il sindaco osserva: «Siamo in attesa di conoscere la soluzione proposta dalla giunta regionale e i parametri che saranno fissati. Rimango molto cauta, poiché gli spazi finanziari accordati agli enti locali mi sembrano comunque molto ridotti. Ritengo, infatti, che non si riuscirà a far fronte adeguatamente ai crediti vantati dalle imprese, stando a quanto era emerso dai dati forniti dalle associazioni di categoria durante l’incontro in sede di Autonomie locali». Altran continua: «Esprimo grande perplessità sul decreto nazionale pubblicato lunedì, ai fini dello sblocco delle risorse economiche. Il percorso è complesso e le questioni irrisolte sono ancora molteplici. Resto peraltro molto critica sul fatto che finora la Regione non abbia dato una risposta adeguata, pur a fronte del grande sforzo di concertazione da parte dei Comuni. In Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta hanno invece sfruttato bene la loro autonomia». L’assessore al Bilancio, Francesco Martinelli, conferma: «Questo continuo rallentamento danneggia fortemente gli enti locali, che devono operare in bilancio provvisorio. Senza contare che, se si usano gli schemi di bilancio dello scorso anno, che non tengono conto del forte calo delle entrate, il rischio è di trovarsi a metà anno senza risorse disponibili. Le ricadute negative sono immediate».
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