In treno e aereo con la bici: con la ciclabile il Trieste Airport estende il polo intermodale

Oltre al tracciato anche due ascensori per chi arriva con la propria due ruote: «In rete un’opportunità inedita di fare turismo»

Luca Perrino
(fotoservizio Katia Bonaventura)
(fotoservizio Katia Bonaventura)

Arrivare in sella a una bella bicicletta e prendere un treno, un aereo o, anche, un bus. È davvero possibile, ora, al polo intermodale dei trasporti di Ronchi dei Legionari, dove, giovedì, è stato inaugurato il nuovo tratto ciclabile di collegamento realizzato nell’ambito dell’Accordo di programma per la promozione e lo sviluppo della mobilità ciclistica, intervento strategico finalizzato appunto al potenziamento della mobilità sostenibile e dell’accessibilità intermodale nell’area aeroportuale ronchese.

Al taglio del nastro, proprio inforcando quattro stupende bici gialle e nere, sono arrivati gli altrettanti principali attori della cerimonia: l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, il presidente del Trieste Airport Antonio Marano, il sindaco di Ronchi Mauro Benvenuto e l’ingegner Stellio Vatta, il responsabile di questo vasto progetto e, va pure ricordato, uno dei grandi artefici della nascita del polo intermodale.

Il progetto

L’importo complessivo del quadro economico riferito all’operazione è di 6.600.000 euro, interamente coperto da finanziamento regionale.

L’importo dei lavori ammonta a 4.923.008,69 euro, oltre a 175.339,04 euro relativi ai costi della sicurezza. La progettazione esecutiva è stata affidata alla Cooprogetti Scrl di Pordenone, mentre i lavori sono stati eseguiti dall’impresa di costruzioni generali Adriacos Spa Sb.

Quale stazione appaltante, la società di gestione dello scalo ha provveduto alla realizzazione del percorso ciclabile nell’area di fronte al terminal aeroportuale – in direzione Est-Ovest, dalla Statale 14 Venezia-Trieste e la zona artigianale fino all’attraversamento a raso della Strada regionale 677 in direzione di Ronchi dei Legionari – ma anche al collegamento della stessa pista ciclabile con il polo intermodale, attraverso due ascensori dedicati, con cabine di dimensioni pari a tre metri per 2,4 e una velocità di 0,8 metri al secondo, progettati per consentire il trasporto contemporaneo di quattro cicloturisti con biciclette condotte a mano, attraverso un collegamento costituito da circa 60 metri di passerella sopraelevata.

Ci si è occupati, anche, delle opere complementari riferibili alla viabilità di interfaccia con via Aquileia, comprendenti il miglioramento della sicurezza degli accessi aeroportuali, con la razionalizzazione dell’unico accesso e dell’unica uscita, nonché la ridefinizione dei parcheggi e della viabilità interna dell’area aeroportuale.

La cerimonia

Le opere sono state benedette dal parroco di San Lorenzo, monsignor Ignazio Sudoso. «È prioritario», sono state le parole di Amirante», valorizzare l’elevata frequentazione turistica di questi percorsi. Il cicloturista richiede itinerari differenziati e una reale intermodalità con il treno, strumento che permette di variare l’esperienza di viaggio e di raggiungere agevolmente località non ancora direttamente toccate dai tracciati principali».

A festeggiare questo momento sono stati anche alcuni rappresentanti dell’As Ronchi Ciclismo e della Fiab. «Ci sono opere che si misurano in chilometri e opere che si misurano nelle opportunità che creano. Con questo nuovo collegamento ciclabile», così il sindaco Benvenuto, «Ronchi dei Legionari è oggi connessa in sicurezza al polo intermodale, dove bicicletta, treno, autobus e aereo dialogano in un unico sistema di mobilità. Un’infrastruttura che migliora la vita quotidiana dei cittadini e rende il nostro territorio ancora più moderno, accessibile e sostenibile».

«L’integrazione della rete ciclabile con il polo intermodale», ha ribadito il presidente dello scalo aereo Marano, «completa un sistema unico nel suo genere, che consente a cittadini, passeggeri e cicloturisti di muoversi in sicurezza e continuità tra aeroporto, rete ferroviaria e territorio regionale. La bicicletta entra così a pieno titolo tra le modalità di accesso e di connessione con il Trieste Airport, rafforzando una visione moderna della mobilità, sempre più sostenibile, interconnessa e orientata ai servizi alle persone».

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