Cinquanta decessi da gennaio a marzo a Ronchi è necessario ampliare il cimitero

il provvedimento
C’è un emergenza da affrontare. Ma anche un futuro da programmare. Ed ecco che l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari ha appena approvato un progetto preliminare per la costruzione di 288 cellette ossario al cimitero di via D’Annunzio per una spesa prevista di 90 mila euro. Il progetto, affidato all’ingegner Paolo Berini, si inserisce in un più vasto piano dedicato allo sviluppo del camposanto ronchese che, nei prossimi anni, prevede un esborso di 1 milione e 150 mila euro. Nel primo trimestre del 2021 sono stati ben 50 i decessi, 149 lo scorso anno ed il cimitero, ormai, è al limite della capienza. Nei prossimi mesi saranno effettuate 70 esumazioni al campo 4 dell’area alla quale si accede dall’ingresso storico. «Anche alla luce dei tanti decessi degli ultimi tempi c’è la necessità – spiega il sindaco, Livio Vecchiet – di porre soluzione alla sempre maggior richiesta di spazi adibiti ad ossario. E c’è l’urgenza di procedere innanzitutto alla realizzazione di nuove cellette dettata dall’evidenza dell’ormai prossimo esaurimento dei manufatti disponibili nel cimitero. Per ora si è scelto di non ricorrere a nessun tipo di ampliamento fuori dagli attuali confini della struttura esistente ed è stato individuato il campo IV come area più idonea per i lavori di realizzazione di queste strutture, in quanto risulta essere il naturale completamento dell’area cimiteriale esistente». Ogni celletta potrà contenere sino a due urne cinerarie. Già nei mesi scorsi era stato affidato il compito di procedere alle riesumazioni, ma l’emergenza sanitaria in atto non ha consentito di effettuare in sicurezza questi lavori. Nel periodo intercorso dall’affidamento del servizio ad oggi l’attività funebre ha interessato l’acquisto di numerosi loculi ossari e, conseguentemente, ha ridotto la disponibilità degli stessi, non potendo più garantire la parità di destinazione finale per tutte le salme da esumare. Le attività di esumazione interesseranno le file di salme poste nei pressi dei muri perimetrali del campo IV sinistra e conseguentemente gli stessi verranno liberati per un eventuale ampliamento di manufatti del cimitero. La prospettiva di espansione prevista dal progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento prevede una capienza massima di 180 loculi, 2592 ossari (2304 nei 16 blocchi centrali e 288 negli 8 ossari perimetrali) e 96 tombe a terra nelle due aree centrali. «Poi bisognerà programmare il domani – ha proseguito Vecchiet – perché compito di ogni amministratore è quello di pensare alle esigenze future. Ogni anno, a Ronchi dei Legionari, si celebrano quasi 150 funerali ed è nostro compito quello di pianificare perché tutte queste persone abbiano una degna sepoltura».
È il luogo del ricordo, di chi ci ha preceduti e di chi rammentiamo con amore e con affetto. Ma è il luogo anche della memoria, memoria delle persone a noi care e memoria storica che ci riporta al passato. Mettendoci al corrente anche di fatti, di donne e di uomini che non ci sono più. A cercar bene la scritta che ci riporta alla sepoltura più vecchia è quella di Adriana Mistruzzi, nata marchesa Maffei Glattford, scomparsa nel 1857. Molte altre iscrizioni, va detto, sono usurate dal tempo. E guardando in giro anche la piccola tomba di Adam, un bambino, l’unico di religione mussulmana sepolto a Ronchi dei Legionari. —
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