Cisint: «Noi a fianco dei lavoratori non come i vari Morsolin e Perrone Ma il nodo irrisolto è il subappalto»

Il sindaco bolla come «faziose e strumentali» le critiche giunte da esponenti della sinistra come il consigliere comunale Cristiana Morsolin e Alessandro Perrone, ex assessore nel Pizzolitto I. Questo perché agli occhi di Anna Cisint, leghista, quegli schieramenti «in casi analoghi del passato, come Detroit e Ineos, avevano abbandonato passivamente il personale». «La realtà – afferma – è che ci siamo trovati di fronte alla decisione di chiusura da parte di una corporate statunitense, che neppure si presentò ai tavoli ministeriali per la mediazione alternativa. A mobilitarsi, assieme al sindacato, fu la nostra giunta, seppur gran parte del personale fosse di altri Comuni, i cui sindaci si sono ben guardati dall’essere parte attiva delle iniziative». Quindi il supporto della Regione con Alessia Rosolen e Massimiliano Fedriga, mentre «gli amministratori regionali del passato avevano brillato per la loro assenza nelle precedenti crisi». Di qui la stesura dell’accordo siglato in Prefettura per l’assorbimento degli ex lavoratori nel comparto della navalmeccanica, «primo modello del genere in Fvg», con l’«impegno anche dell’allora ministro Matteo Salvini nel coinvolgimento di Fincantieri».

«Il Comune – ancora Cisint – ha costantemente monitorato l’applicazione del protocollo. C’è stata almeno una ventina di riunioni per ricercare idonee collocazioni. E tutto il personale è stato chiamato, pure più volte, a incontri individuali e in diversi casi sono state offerte proposte alternative». «A fronte della gran parte di esiti positivi – aggiunge – alla fine una trentina di ex dipendenti Eaton ha preso la decisione personale di non voler essere più contattata per una sistemazione». Dichiarazione che tuttavia cozza con le parole di ieri di Alessia Rosolen, che in merito cita «situazioni isolate e marginali». Delle due, l’una. Poi i non ricollocati sono 46, non trenta. A ogni modo, premettendo la necessità di «garantire occupazione alla manodopera locale», per Cisint il caso Eaton fa emergere il vero nodo irrisolto: il «sistema dei subappalti che, per palesi ragioni di dumping salariale e contrattuale, punta sull’assunzione massiccia di immigrati e ostacola l’impiego dei lavoratori del territorio». «Una battaglia di dignità – conclude – che sostengo dall’insediamento e che la sinistra ha sempre ignorato perché ha consentito lo svilupparsi negli anni di questo modello produttivo. Per ciò i vari Morsolin e Perrone non hanno titolo a sproloquiare: nel loro mandato non si sono battuti per la tutela dei diritti di queste maestranze». —

T. C.

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